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Nelle vene d'America

Letture americane.

Infiniti percorsi di ricerca.

di Peppo Delconte

Davanti a un Paese immenso come gli Stati Uniti d’America, si ha la sensazione di perdersi in un’avventura senza fine. E nessuna mappa sembra in grado di offrire al viaggiatore tutti i percorsi possibili. Non molto diversa è la sensazione che si prova affrontandone la letteratura, che pure a giudicare dalla sua storia è ancora molto giovane (solo un paio di secoli alle spalle) e tuttavia consiste già di una rete fittissima e complessa. Nessun lettore, dunque, può esimersi dal fare delle scelte e lasciarsi prendere dall’intuizione e dal temperamento nel decidere di imboccare un sentiero piuttosto che un altro; prediligere alcuni autori, piuttosto che altri. Anche le scelte compiute nell’appassionato lavoro di Antonio Spadaro, Nelle vene d’America, non sono le uniche possibili ma rispecchiano fedelmente il carattere di uno studioso profondo e profondamente segnato dalla sua fede religiosa. Spadaro, classe 1966, gesuita, direttore della rivista Civiltà Cattolica, da sempre cultore di letteratura nordamericana, dichiara sin dall’introduzione un preciso progetto di ricerca che si snoda lungo 6 percorsi. Il primo è riservato a 2 grandi classici, Walt Whitman ed Emily Dickinson, che attraverso la scrittura vivono “l’esperienza della scoperta e della vita come possibilità”. Il secondo, riguarda 3 autori che in modi differenti affrontano l’epica della frontiera: Edgar Lee Masters (l’aldilà), Jack London (il mondo selvaggio) e Lawrence Ferlinghetti (il luna park delle idee). Il terzo, affronta 2 rappresentanti di una poesia che esplora la realtà delle cose: William Carlos Williams ed Elizabeth Bishop. Il quarto, sceglie 2 testimoni dell’immigrazione italiana: Pascal D’Angelo ed Emanuel Carnevali. Il quinto propone due autori, Raymond Carver e Sylvia Plath, che hanno vissuto nella scrittura un “coinvolgimento profondamente biografico”. Il sesto percorso, infine, individua 2 diversissimi protagonisti della tensione mistica, entrambi di formazione cattolica: Flannery O’Connor e Jack Kerouac.

Su tutto sembra emergere il mito della frontiera come simbolo d’infinita ricerca di conoscenza. Si tratta di scelte certo molto personali, che escludono qualsiasi prospettiva enciclopedica concentrandosi su figure particolari e su un percorso che pone in risalto alcune caratteristiche essenziali di una letteratura che nell’ultimo secolo ha saputo conquistare l’interesse di un pubblico mondiale. Anzi, si può ben dire che la diffusione degli scrittori statunitensi coincida con un fenomeno planetario, la nascita del moderno lettore di massa, poiché fino all’800 saper leggere era un privilegio riservato a pochi. E anche in Italia l’interesse diffuso per la letteratura nordamericana risale all’ultimo dopoguerra, quando a un’energica ripresa dell’alfabetizzazione ha corrisposto una crescente curiosità per tutta la cultura d’oltreatlantico (dalla musica jazz, al cinema), con la pubblicazione di molti celebri romanzi ma anche di fondamentali testi critici, dal Rinascimento Americano di F. O. Mathiessen, ai Saggi di Cesare Pavese. Dunque, fra i molti appassionati di letteratura statunitense non mancheranno quelli che si sorprenderanno di alcune esclusioni: fra i poeti Robert Frost, Ezra Pound, Robert Lowell e Allen Ginsberg; fra i narratori Herman Melville, Nathaniel Hawthorne, John Dos Passos, Ernest Hemingway, Francis Scott Fitzgerald, William Faulkner e via elencando.

Sorpresi, ma non per questo delusi. Perché il progetto di Spadaro è originale e coerente, tanto da riuscire a coinvolgere il lettore in un’autentica avventura intellettuale; un’esplorazione personalissima all’interno di un universo letterario davvero unico per vastità e profondità. E le acute analisi con cui l’autore ci guida attraverso territori mentali così diversi (da Walt Whitman a Elizabeth Bishop, da Jack London a Flannery O’Connor) ci aiutano ad orientarci anche nei passaggi più ardui. Illuminanti, ad esempio, le pagine sull’alfiere della Beat Generation, Jack Kerouac, spogliato finalmente di tanta inutile mitologia e restituito al suo intimo dramma di peccatore e mistico, pervaso da una tormentata religiosità che ricorda molto da vicino La leggenda del santo bevitore di Joseph Roth, ma trasferita dalla Parigi perduta delle avanguardie artistiche ai vagabondaggi degli “hobo” attraverso le infinite lande americane. In appendice, c’è ancora spazio per un breve e provvisorio bilancio sugli autori delle ultime generazioni: nomi ancora poco noti al grande pubblico, ma che certamente susciteranno ulteriore curiosità e faranno intravedere agli appassionati nuovi linguaggi e nuovi paesaggi.

Antonio Spadaro, Nelle vene d’America. Da Walt Whitman a Jack Kerouac, Jaca Book, I Libri della Civiltà Cattolica, Saggi di Letteratura, 336 pagine, € 18

www.jacabook.it

www.antoniospadaro.net

Foto: Jaca Book
Jack Kerouac, The Washington Post/Getty Images

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Kerouac by Getty ImagesFoto copertina Nelle vene d'America


 

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