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La strada del coraggio

Gino Bartali.

Eroe silenzioso.

di Peppo Delconte

Se un regime politico favorisce per motivi propagandistici la pratica sportiva, tutto dovrebbe essere più facile per i giovani che si appassionano a qualsiasi disciplina. In particolare, a quelle più popolari. Eppure, la cosa non è così semplice come potrebbe sembrare. Prendiamo ad esempio il caso di Gino Bartali, campione cresciuto sotto il regime fascista. Nato nel 1914 a Ponte a Ema (presso Firenze) da famiglia poverissima, fin da ragazzino si scopre posseduto da un’autentica passione per la bicicletta e, appena terminate le elementari, si mette a lavorare come apprendista in un’officina ciclistica. Il suo sogno è correre in bici. Non pensa a nient’altro; men che meno alla politica. Eppure, per uno strano scherzo del destino la politica incrocierà la sua strada. A 20 anni diventa professionista ed è già considerato una grande promessa. 2 anni dopo vince il suo primo Giro d’Italia e i responsabili sportivi del regime cominciano a interessarsi alla sua carriera. Gino non gradisce, ma subisce: nel ‘37 rivince il Giro ma gli viene impedito di partecipare al Tour de France, perché pensano sia troppo stanco per vincere. Lo manderanno al Tour l’anno dopo, impedendogli però di fare il Giro. Il giovane campione è furente e vince il Tour a man bassa, lottando contro ogni genere di difficoltà. Ma dopo il trionfo a Parigi, invece di ringraziare pubblicamente i suoi dirigenti e dedicare la vittoria secondo l’uso corrente a Benito Mussolini, bofonchia qualche parola incomprensibile secondo il suo stile di ruvido toscanaccio. Il giorno dopo, va alla prima messa a Notre-Dame des Victoires a deporre il bouquet di vincitore ai piedi della Madonna, ringraziandola per la sua protezione. La cosa è mal digerita dal Duce e, al suo ritorno in Italia, il religiosissimo Bartali troverà un’accoglienza assai tiepida. Il giovane campione non è per niente gradito a coloro che pretendono di usare gli atleti per dimostrare la “superiorità della razza italica”. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, Gino Bartali (come il suo rivale Fausto Coppi, di 5 anni più giovane) è costretto al servizio militare sacrificando alcuni dei suoi anni migliori senza poter partecipare a nessuna gara importante. Viene usato come portaordini e ne approfitta per continuare gli allenamenti.

Poi, nel ‘43 viene chiamato dal cardinale Elia Dalla Costa, sua guida spirituale invisa al regime: questi, insieme al rabbino di Firenze Nathan Cassuto, aveva organizzato una rete clandestina che forniva documenti falsi a famiglie ebree per farle espatriare e salvarle dalla Shoah. Bartali accetta un compito rischiosissimo, e con lunghe pedalate nel Centro Italia trasporta documenti nel tubo della bicicletta che salveranno la vita a 800 ebrei a lui sconosciuti. Alla fine della guerra, torna alle corse vincendo fra l’altro ancora un terzo Giro d’Italia e un secondo Tour. In quest’ultima, grande impresa, il campione toscano incrocierà di nuovo la politica... Infatti, proprio durante il Tour accade in Italia un drammatico evento: l’attentato a Palmiro Togliatti che rischia di trascinare il Paese in una nuova guerra civile. A pacificare gli animi, contribuirà il delicato intervento chirurgico al cervello che salverà la vita del leader comunista; ma anche l’imprevisto trionfo di Bartali che con una storica tappa alpina recupererà lo svantaggio in classifica e arriverà a Parigi in maglia gialla. Dietro quel caratteraccio polemico e brontolone, si è sempre nascosta la generosità e il coraggio di questo campione d’altri tempi. Caro, vecchio, ombroso Ginettaccio! Finché è campato, ha mantenuto fede alla sua riservatezza e non ha mai parlato del suo contributo extrasportivo al servizio del cardinale Dalla Costa. Ora che è stato rivelato il suo segreto, lo Yad Vashem (Sacrario della Memoria a Gerusalemme) gli ha tributato il titolo di Giusto tra le Nazioni.

Aili e Andres McConnon, La strada del coraggio. Bartali, eroe silenzioso, 66thand2nd, Collana Vite Inattese, 352 pagine, € 18

www.66thand2nd.com

Foto: © 66thand2nd

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