Coolmag

home - editoriale

Balconata

Riad Infinity Sea.

Diario da Marrakech.

di Mauro Parmesani

Abdel lo conosco da 20 anni. E da 20 anni fa il cantastorie. Lui come altri musicisti, acrobati, venditori d’acqua e d’arance, incantatori di serpenti e narratori, possiede la magia di tramandare racconti. Possiede il dono di trasportare oralmente, con ironia e aforismi, la sapienza popolare: testimone immutata di valori che si perdono nel tempo. Lui, come gli altri “conteurs” narratori, sono gli attori incontrastati degli halqa: i cerchi di gente che si raccolgono attorno al poeta dei libri orali, capaci di catturare l’attenzione con gesti, pensieri non scritti, lasciati vagare nell’oblìo dei ricordi, ma ricchi di spessore artistico e culturale. Nella trama s’intrecciano storie d’amore, d’onore, religione e fiabe ispirate alla letteratura orale berbera e ai racconti delle Mille e una Notte. Abdel ha il suo palco nella piazza Jamaa el-Fna, una spianata insignificante la mattina ma che dal pomeriggio, sino a tarda notte, si trasforma in un teatro a cielo aperto dove la tradizione si confonde con la storia, il passato si miscela con il presente, l’oggi si trasforma in ieri. Un universo immutabile e immateriale in cui turisti e gente comune si ritrovano spettatori: i primi, avvinti dalla curiosità; i secondi, dalla credenza. Un universo finalmente protetto e tutelato per il quale l’Unesco ha persino coniato una nuova dicitura fra i beni da proteggere. Infatti, è il primo esempio di “patrimonio orale e immateriale dell’umanità”. Se non si ha la fretta tipica del turista che sciama in massa nella piazza; se si indugia fra le banchine in ferro battuto accarezzati dal soffio caldo del sole; allora, forse, si riesce a penetrare la facciata, a vedere fra i volti della folla l’anima semplice e fiera di questo popolo di antiche tradizioni. Si riesce a cogliere l’essenza di questa gente del passato rivolta al futuro. È Marrakech, coi suoi contrasti e le sue infinite sfumature. O la si ama, o la si odia. Caotica, inquinata, affollata di automobili e motorini, spesso sporca. Ma anche affascinante, imprevedibile, “casual” e “chic” al tempo stesso. 2 volti della stessa medaglia per definire la città più famosa e “cool” del Marocco. Una città affascinante in cui si fondono antiche tradizioni e gioia di vivere; in cui convivono passato, presente e futuro. In cui la fiumana di turisti lambisce solo apparentemente i numerosi “habitués” che vivono in una dimensione meno appariscente, nella quiete degli antichi palazzi padronali, nella seduzione di esclusivi riads e nei locali di tendenza: raffinata espressione dell’Art de Vivre, fusione perfetta di tradizione ancestrale e stile europeo, cultura “african-chic” e rigoroso minimalismo estetico. Art de Vivre, eleganza, raffinata beatitudine, tranquillità assoluta, “privacy" totale. Quanti aggettivi per definire il riad: casa marocchina per eccellenza, rifugio sicuro dietro un pesante portone che definisce gli spazi del dentro e del fuori. Fuori, il caotico movimento di volti immersi nel folcloristico delirio dei souks, dei mercati popolari, del viavai continuo di pensieri spesso gridati a voce piena, dell’immondizia che si accumula nei vicoli, dell’odore di the alla menta che si sprigiona dai bar, del profumo delle spezie che traboccano dai banconi degli speziali, del rumore degli artigiani che lavorano ferro, legno, ottone, bronzo, pelle e lana. Un caos programmato in cui si rischia di perdere l’orientamento e la pazienza. Dentro, è la pace. Muri spogli e inaccessibili all’esterno che però dentro, all’interno, si trasformano in un giardino fiorito, un’oasi in miniatura dove contemplare la tranquillità sacrale della famiglia lontano da occhi indiscreti. Inebriati dal profumo intenso di pregiate essenze, avvolti nell’eleganza architettonica di patii fioriti, accarezzati un’infinità piccole attenzioni, catturati dal fascino di un’ospitalità discreta e profonda, ci lasciamo trasportare in un mondo di sogno, quiete, eleganza, per rivivere a occhi aperti, come novelli Simbad, romantiche atmosfere.

La Medina è rinata. I suoi stretti vicoli conoscono una nuova primavera. Non più luogo fatiscente dove ghettizzare i più poveri dei poveri, ma oasi di culto in cui rivivere il fascino degli antichi palazzi, degli eleganti riads. Merito della nuova borghesia europea stregata dal fascino di queste mura vecchie di 1.000 anni. Dagli Anni ‘60 in poi, sono loro ad aver cambiato in parte il volto della Medina. Gli antichi proprietari hanno lasciato case in rovina e i nuovi le hanno trasformate in oasi di gusto e stile. «Ognuno può avere un pezzo di cielo tutto per sé. In ogni vecchia casa, se pur modesta, si vive come in un sontuoso palazzo», afferma l’architetto Charles Boccara, guru della “nouvelle vague” marakschi. Basta osservare. Basta passeggiare da riad a riad per assaporare il mix di tendenze e influenze del nuovo stile marocchino, le cui radici si perdono nei meandri del ricco assortimento artigianale dei souks. L’Art de Vivre è la fusione ben riuscita fra tradizione e design europeo. Il nuovo stile marocchino, non s’impone più come fenomeno da ammirare ma come modello da imitare. La parola araba Màgreb significa Occidente. Quello che i musulmani definivano orientandosi verso l’estremo ovest del continente africano. Per noi occidentali quelle stesse regioni, a cavallo tra cielo e mare, hanno rappresentato la porta d’ingresso d’Oriente, l’avamposto tumultuoso dell’Islam colonizzatore ma sempre ricco di fascino e seduzione come descritto da Antoine Galland, per il Re Sole, nella raccolta di favole delle Mille e una Notte. Sull’onda dell’epopea orientaleggiante schiere di artisti, “boemiennes”, avventurieri, letterati e pittori sono partiti per trovare la luce vergine, ricca di spiritualità. Ce li ricordiamo oggi come gli orientalisti, pittori-viaggiatori alla ricerca di terre poco conosciute, desiderosi di catturare atmosfere avvolte nel mistero. Una schiera lunghissima con nomi d’eccellenza quali Edmond Audrey Hunt, Jean-Lèon Gerôme, Rudolf Ernst, Henri Regnault. Perfino Henri Matisse cercò nuovi stimoli fra la luce del tramonto di Tangeri. Ma se si pensa a un orientalista, il primo e più conosciuto fu senza dubbio Eugène Delacroix, pittore innamorato della verità che attraverso le sue tele e il suo Journal (diario) condensò l’essenza dell’animo marocchino. “È bello come ai tempi di Omero!”, scrisse a proposito dei cavalieri berberi lanciati al galoppo sui loro destrieri. La magia e il sogno riportano a Pierre Loti, al suo diario Au Maroc con la sua potente illusione descrittiva e, in tempi più recenti, alle Voci di Marrakech di Elias Canetti con la sua narrazione schietta e attuale, capace di registrare con un linguaggio veritiero la cronaca di un paese.

Cos’è il Riad

È un’abitazione tradizionale, uno spazio chiuso da occhi indiscreti in cui la vita si svolge all’interno della costruzione. Patii e giardini rappresentano il centro della vita sociale della famiglia e tutte le stanze sono ad essi affacciati. Dall’esterno, si intravede solo la porta d’entrata e, a volte, piccolissime finestre. Entrare in un riad è come varcare la soglia di un passato ricco di fascino e romanticismo. Entrate e iniziate a sognare ad occhi aperti.

La Filosofia

Il Riad Infinity Sea è un’elegante oasi del “bien vivre” dove le influenze architettoniche arabo-andaluse si fondono con l’essenzialità e lo stile del design italiano. Il progetto, curato dall’“interior designer” Maurizio Ceppi, rappresenta un eccellente equilibrio fra Made in Italy e stile arabo-marocchino-andaluso. Straordinario spazio riservato all’italianità delle forme, dei colori e dei contenuti, si avvale di “partners” di livello internazionale: Sicis per i mosaici in vetro dei bagni; la morbida e raffinata biancheria di Bellora; le luci di Artemide, Fontana Arte, Foscarini, Luceplan; i punti luce BTicino della linea Axolute, sintesi di design e innovazione tecnologica, che accompagnano con eleganza la gestione dell'illuminazione in ogni spazio e risultano evidenti anche al buio, grazie alla discreta e soffusa luce al led. Il riad è composto da 3 “suites”, Acqua, Fuoco e Terra, con bagni privati e aria condizionata, affacciate sull’armonioso patio, situate a livello dell’entrata principale, realizzate con ampie porte-finestre in ferro battuto a mano e vetri molati che rievocano lo stile Liberty. Al pianterreno spicca l’originale cascata d’acqua che scivola sul vetro che divide la cucina dal patio rifinito con pietra levigata di Taza, su cui si affacciano tre ampi saloni per il relax, la colazione e la cena. La terrazza si distingue per il vasto spazio a disposizione e per garantire sia la “privacy” necessaria, sia il massimo movimento all’aperto. Riad Infinity Sea è situato fra i quartieri di Bab Targzoulte e Sidi Ben Slimane, nei pressi della Moschea di Sidi Bel Abes, luogo fra i più tradizionali della città in cui si respira, profondo, il fascino della cultura e dello stile di vita marocchino. Piccole botteghe, bazar e abitazioni private fanno da contorno all’animata vita di strada in un caleidoscopio di forti emozioni e tradizioni secolari. Al riad si arriva in auto, eccellente soluzione logistica all’interno della Medina, con i suoi vicoli stretti e affollati dove spesso si circola solo a piedi. Sempre a piedi, partendo dal riad sono sufficienti 15 minuti per raggiungere il Museo di Marrakech e la Medersa ben Youssef; e meno di 20 per lasciarsi tentare dalla girandola di giocolieri, artisti e cantastorie di Piazza Jemma El Fna, Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

Servizi

Inclusi: prima colazione americana, governante durante la giornata, the e pasticceria marocchina alle 17, internet Wi-Fi gratuito in tutto il riad, parcheggio privato, solarium con lettini, cassaforte. In estate, piscina privata nelle palmeraie con servizio di navetta.
A pagamento: transfer da e per l’aeroporto con vettura privata e autista, lavanderia, massaggi e riflessologia plantare nella propria suite, pranzi e cene “gourmet”, personal shopper, chef, bodyguard, lezioni di lingua araba-marocchina e scrittura classica araba, corsi di cucina marocchina, minicorsi di fotografia, escursioni a Marrakech in montagna e al mare, itinerari personalizzati, organizzazione di eventi e matrimoni.

Eco Iniziative

Il riad adotta sistemi ecologici: programmi ad efficienza energetica, lampadine a risparmio, pannelli solari per l'acqua calda, detergenti ecologici, riciclaggio composito di rifiuti vegetali biodegradabili, risparmio d'acqua, frutta, verdura, carne e uova provenienti da coltivazioni biologiche.

Riad Infinity Sea
Derb Ihihane 25, Sidi Ben Slimane, Marrakech
tel. 00212-524386890
mob. 00212-678972050


www.riadinfinitysea.com

www.visitmarocco.net

https://www.facebook.com/messages/1244137361         
 
Foto: © Mauro Parmesani

stampa

LobbyTerrazza


 

Archivio editoriali

http://www.gmebooks.com

http://stores.ebay.it/pontixlartestore

http://ebay.eu/1MgCWWN

https://m.facebook.com/E.T.PersonalArtShopper/