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Stratofilm Bang

Renzo Nucara.

Big Bang (...e Serendipity).

di Stefano Bianchi

Qualche tempo fa, volendo sintetizzare l’arte camaleontica di Renzo Nucara nel “flash” di una parola, ho scelto d’istinto il “suono” di serendipity: vocabolo inglese che significa scoprire, quando meno te lo aspetti, il gusto lieve della piacevolezza. La serendipità è uno stato d’animo, una curiosa congiunzione astrale che permette a ciò che cercavamo di venirci incontro: basta un pizzico di predisposizione, la mente ben sgombra dai pensieri e il gioco è fatto. Per rendere meglio l’idea, «la serendipity è cercare un ago in un pagliaio e trovarci la figlia del contadino», disse una volta l’americano Julius H. Comroe, di professione ricercatore biomedico. Andy Warhol, invece, quando voleva che gli accadesse qualcosa di magico usciva dal caos della Factory per infilarsi nel relax del Serendipity 3, ristorante sulla Upper East Side di Manhattan dove dal 1954 ci si dà appuntamento perché è proprio lì che prima o poi arriva quell’attimo lieve che ti cambia il destino. Bene. Più passa il tempo e più mi convinco d’aver fatto la scelta giusta: l’arte naturale & artificiale di Renzo Nucara (badate bene, quella solista: altro sono le tartarughe, i pinguini, le chiocciole e le altre installazioni/animali griffate Cracking Art e realizzate con Alex Angi, Carlo Rizzetti, Kicco, William Sweetlove e Marco Veronese) è pura serendipity. Dal principio alla fine. Dagli Anni ’70 e ’80 (la Cracking Art non era neppure un’ipotesi) quando s’immaginava di lavorare dentro un vulcano per carpirne il magma ribollente e poi imprigionarvi carta, pigmenti, sovrapposizioni e s’inventava graffiti su cera e china alla maniera di Alberto Burri e poi acrilici Optical e ancora cromatici assemblaggi di pannolenci stile Piero Dorazio, scritture ai bordi della Poesia Visiva e “collages” appuntiti dal suono etno/dialettale (Facimampress, Khekàzhe, Kelaùr), fino ai “ready made” della personale Big Bang allo Studio delli Ponti di Milano inserita nel progetto Ponti x l'Arte (http://pontixarte.myblog.it).

Ma a un certo punto, oltre che piacevole, la serendipità di Nucara si è fatta giocosa, ironica, propositiva. Vedi Cracking. Arte di rottura, alla Fondazione Antonio Mazzotta di Milano nell’autunno del 2007: in quell’occasione, Renzo mette in mostra i Resinfilm che in un tripudio di colori inglobano sotto resina fiammiferi, manoscritti bruciacchiati, francobolli, scontrini di cassa, frammenti di pellicola, gusci di cellulari, capsule di birra, etichette smozzicate della Coca-Cola. È il bello della vita, baby, che all’improvviso esplode in un meticoloso gioco Pop di alchimìe fluorescenti e trasparenti. Quella stessa magia (tridimensionale, però. E leggera, fumettosa, poetica) la ritroviamo nei vulcani, nei cicloni e nei funghi atomici di Big Bang (come “incipit”, Nucara ha idealmente pensato all’esplosione al rallentatore del film Zabriskie Point di Michelangelo Antonioni), che a guardarli è come sentire i suoni dilatati di Astronomy Domine e Interstellar Overdrive, prodromi della leggenda Pink Floyd: quella vera, con Syd Barrett, dell’ellepì The Piper At The Gates Of Dawn. Esplosioni primordiali che cristallizzano oggetti e colori. Un cucchiaino da gelato, una molletta, un palloncino, la capsula di una bottiglia: ognuno collocato nella propria cellula, nel proprio microcosmo. Strati di legno e plexiglass traforato che snelliscono il loro peso senza sacrificare il “fermo immagine” di questi reperti inglobati nella resina. I pieni, i vuoti e gli spessori di queste sculture/oggetto (anche a forma di parallelepipedo, con la partecipazione straordinaria degli animali del “bestiario” che puoi togliere, se vuoi, dalla loro nicchia vitale), ha il potere d’innescare un gioco della memoria che riscopre la tattilità, il “bricolage”, le manìe del collezionista. Ora, però, devo fargli spazio. Perché Renzo, con sorprendente piglio futurista, ha deciso di raccontarsi. Dalla A alla Z.         

 
Andando all’Artistico architettavo avanguardie arrapate all’ARTE
BANG bombaroli brandivo benedicendo boomerang bipolari
…con CARLA condividevo conflitti CRACKING dissertando di DESIGN demenziale

ESTETICHE evolute (e - volute) emargino empaticamente
fissando FORME fisiche forzate
(giocando gradivo GENIALI gusti), inutili INTUIZIONI ignoro!
leggera LIBERTÀ lesinavo, misurando MATERIE mentalmente minate

NUCARA (nomen-omen) narro
odiando ovvie ORIGINALITÀ

perpetuo plastiche per PLASTICA
(quasi QUARK, quantomeno quiescente)
REgENERATION, respiro rapito
stratificando STRATOFILM sperimento (SERENDIPITY Stefano suggerì!)

…talvolta TECNOLOGIA trita tensione (unisce UOMOUNIVERSO),
valuto validi VIAGGI:
ZUZZURELLONE, zompo Ziggurat!

 
Renzo Nucara
Big Bang
Fino al 20 gennaio, Studio Dr. Guido delli Ponti, via Luigi Vitali 1, Milano
tel. 02798500


www.renzonucara.com

Foto: Stratofilm (bang), 2010
Stratofilm (cyclone), 2011
Stratofilm (gatto), 2011

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Stratofilm CycloneStratofilm Gatto


 

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