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Rendo

Sopra il Sotto.

Tombini Art raccontano la Città Cablata.

di Stefano Bianchi

Non stupitevi, se passeggiando per via Montenapoleone il vostro sguardo non verrà catturato dalle sciccose vetrine dei negozi per nababbi. Meglio se guarderete in basso, dove ci sono i tombini: 20, da un lato all’altro della strada di Milano devota al lusso del “made in Italy”. Guardare in basso, per una volta, ne varrà la pena. Guardare la Street Art dritto negli occhi. Non sui muri della città, ma sopra i tombini. E vi garantisco che ci tornerete più volte, da qui a 1 anno (la Tombini Art proseguirà sino alla fine di Dicembre 2011), magari con una macchina fotografica o una videocamera: per fotografare o filmare passi distratti, frettolosi, stressati o da “flâneur” che zigzagano fra un tombino e l’altro. Per la precisione: 4 tombini di The London Police, 3 di Rendo, 5 di Shepard Fairey, 3 di Flying Fortress, 5 di Space Invader. Montenapoleone, dunque, mette in scena la “rete” che scorre nel sottosuolo di Milano con Sopra il Sotto, mostra “open air” di Tombini Art nata da un progetto di Metroweb, l’azienda titolare della più grande rete metropolitana di fibre ottiche d’Europa. «Aver lavorato a stretto contatto con la Street Art», spiega il direttore artistico Gisella Borioli, «ci ha permesso di fare la differenza fra gli artisti che identificano la metropoli come un’occasione di bellezza, creatività, arte, e quelli che la sfregiano utilizzando “tags” senza senso. Allo sfregio, noi vogliamo anteporre il fregio. Dopo essere partiti nel 2009 dai tombini della Zona Tortona specializzata in design e avanguardie artistiche, siamo approdati nel “salotto di Milano” innescando la consacrazione/provocazione di quest’arte che nasce dalle strade e che negli ultimi anni è entrata di diritto nei musei come forma più vitale del contemporaneo».

La seconda edizione di Sopra il Sotto – Tombini Art raccontano la Città Cablata, punta su un quintetto di “urban painters” internazionali che provengono da altrettante capitali della Street Art: The London Police (Londra), Rendo (Milano), Shepard Fairey (New York), Flying Fortress (Berlino) e Space Invader (Parigi). «Artisti già abbastanza storicizzati che non lavorano esclusivamente nella loro città, ma in giro per il mondo. Ognuno si è espresso su più tombini, dando vita a una piccola mostra personale», sottolinea Gisella Borioli. «Lungo via Montenapoleone, “looking down”, non solo comprenderete il loro stile ma scoprirete che sotto Milano transitano fibre nervose, idee, messaggi. Perché il futuro corre sotto i nostri piedi e Sopra il Sotto ha il pregio d’incrociare arte e tecnologia». L’idea di diffondere il più possibile quest’Arte Democratica e fruibilissima (basta incamminarsi, abbassare lo sguardo e farsi emozionare da questi sorprendenti “quadri” di ghisa realizzati “on site”) è di Monica Nascimbeni che spiega: «Nel 2008, quando Metroweb mi ha coinvolta per studiare una strategia di comunicazione che potesse darle risalto in occasione del decennale dell’anno successivo, ho cercato di capire in che modo comunicare l’esistenza dell’azienda che sviluppa il proprio servizio nel sottosuolo, destinandolo ai fruitori finali: i cittadini. Mi sono subito resa conto che il tombino era l’unico elemento visibile, che andava valorizzato. Occorreva solo metterlo in luce per attrarre l’attenzione di residenti e turisti. In quel periodo, inoltre, leggevo spesso sui giornali l’interesse che si era creato attorno alla Street Art, che stava cercando forme e spazi consentiti per potersi “sdoganare” anche qui da noi. Ho pensato, allora, che dando agli artisti un supporto lecito (il tombino) sul quale diffondere la creatività in un contesto naturale (la strada), avremmo regalato a Milano una collettiva “open air” godibile, comprensibile, accattivante».

Di tombino in tombino, ecco The London Police, “crew” nata artisticamente ad Amsterdam nel 1998 da un’idea dei londinesi Chaz (Chasmer Stuart) e Bob Gibson + Garrett Chow, l’americano. Studiosi di grafica, disegno e scultura, si incontrano, lasciano e ritrovano dando vita al loro “peace-and-love style”. Chaz inventa i Lads a tutto tondo, mutuandoli dagli Smile, e li trasforma in messaggeri di felicità, amicizia e amore. Bob, in seguito, aggiunge ai “cartoons” dettagli architettonici e tridimensionali, scene da films e paesaggi della fantasia. Rendo, classe 1969, “storico” writer milanese, a 15 anni è già sulla strada. Negli Anni ’80 collabora con gli MCA e nei ’90 coi TDK. Poi studia design, lo insegna e scopre la “pitto-scultura”: astratta, 3D, influenzata da Antonio Sant’Elia, l’architetto del Futurismo. Le sue strutture, sono “astronavi” che fluttuano e si disintegrano in mille pezzi, sospese nei silenzi delle galassie. Shepard Fairey, in arte Obey (parola che è diventata “logo” e simbolo del suo lavoro) è nato nel 1970 a Charleston, Sud Carolina. Dopo gli studi alla Rhode Island School of Design di Providence, lavora come grafico e artista fra Los Angeles e New York. Nell’89, gli viene l’idea di stampare su uno “sticker” il volto di un campione di wrestling e ne fa un’icona. 20 anni dopo propone a Barack Obama, futuro Presidente, il manifesto elettorale Hope che lo ritrae in blu-bianco-rosso. Il poster finisce sul Times e sulle copertine delle riviste di mezzo mondo. Obey fa il botto, e altrettanto le sue figure mixate a “textures” che sono il massimo della raffinatezza “street”. Flying Fortress, tedesco di Monaco di Baviera, dipinge dall’89 al ’95, dopodichè si concentra sul graphic design e torna alle origini con un “logo” personale, il Teddy delle sue Troops. Orsi militarizzati, cioè, che si abbracciano (simpatici e innocui) o digrignano i denti ma sempre e comunque invadono pacificamente muri, posters, mostre, musei, tombini. Space Invader, classe 1969, parigino, studia arte e cinema alla Ecole Superieure des Beaux Arts. Poi si mette a fare Street Art a 2, 3 metri d’altezza. Scala cornicioni, in 8 anni di “blitz”. Si arrampica sui muri di 40 metropoli con le sue “space invasions”. Dispone a mosaico micro mattonelle colorate e le attacca alla pelle delle città sottoforma di alieni che citano Space Invaders, il mitico videogame giapponese. I 20 tombini, opere uniche cesellate a rilievo e dipinte, fra 12 mesi lasceranno il calpestìo del marciapiede. Per entrare, da Sotto a Sopra, in un museo.

Sopra il Sotto
Tombini Art raccontano la Città Cablata
Fino a dicembre 2011, via Montenapoleone, Milano
 
 
Foto: Rendo, Floating Structure
The London Police, The Legend Of Gary Silk
Flying Fortress, Free Hugs For Bears





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The London PoliceFlying Fortress


 

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