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Getz Gilberto Cd

Bossa & Cool.

Storia di un'accoppiata felice.

di Peppo Delconte

Ogni inizio d’anno, per i musicofili, c’è qualcosa d’importante da festeggiare. Il 27 gennaio, ad esempio, è il giorno della nascita di Wolfgang Amadeus Mozart. Ma oltre a quella data, personalmente amo celebrare con un buon gruppo di amici intenditori anche il 25. Perché il 25 gennaio 1927 è nato a Rio de Janeiro un musicista che ha regalato gioia a tanti di noi, pur senza conoscere le vette di celebrità di un Mozart: Antônio Carlos de Almeida Jobim, più noto come Tom Jobim, pianista e compositore, numero 1 della bossa nova e amatissimo anche da molti cultori del jazz. E un’altra celebrazione è in programma per il 10 giugno, compleanno del numero 2: João Gilberto. Ma prima di tutto facciamo un po’ di storia della musica moderna e – perché no? – del termine “cool”. Risaliamo per questo alla fine degli Anni ‘40 del secolo scorso... All’epoca il significato dalla parola “cool” non usciva dai confini generici e non era neanche molto usato nel gergo corrente (come accade ora). Indicava la condizione di freschezza, di lieve raffreddarsi o rinfrescarsi di una sostanza o di un corpo; e da lì si era ampliato gradualmente a una condizione mentale piuttosto fredda, calma, tranquilla, indifferente, leggera. Poi, sul finire dei ‘40, si cominciò a usare “cool” per indicare un nuovo genere di musica sperimentata da giovani jazzisti che cercavano uno sviluppo più controllato e colto della rivoluzionebebop” iniziata da Charlie Parker e Dizzy Gillespie. Tra questi pionieri c’erano Lennie Tristano, Lee Konitz, Miles Davis, Gil Evans, Gerry Mulligan e altri ancora. Costoro, hanno prodotto una serie di dischi storici destinati a dare la stura a una serie di infinite e inutili polemiche fra tradizionalisti e modernisti. In realtà, si trattava di una musica soffice e rilassata (Mulligan stesso parlava di un jazzin pantofole”), ma spesso astratta e un po’ cerebrale, che scarseggiava di quell’allegria e di quella gioia di vivere che caratterizzava tanto jazz tradizionale. E fu così che molti protagonisti del “cool jazz”, pur avendo raccolto negli Anni ‘50 un buon successo, cercarono di rinnovarlo con nuovo materiale che fosse in grado di portare un’ondata di piacevolezza, senza però svilirlo sul piano commerciale.

La soluzione ideale venne dal Brasile, dove era da poco esplosa la bossa nova, un’evoluzione del samba raffinatissima ed elegante, proposta da musicisti in possesso di una buona cultura sia classica sia jazz e lanciata sul piano internazionale dal film Orfeo Negro (tratto da un poema di Vinicius de Moraes e vincitore nel ’58 al Festival di Cannes). I primi ad accorgesene furono il chitarrista Charlie Byrd e il flautista Herbie Mann, che scoprirono la nuova musica durante le loro “tournèes” in Brasile. Poi, nei primi ‘60, gli stessi Jobim e Gilberto si trasferirono in America diventando gli ambasciatori ufficiali della bossa nova e collaborando con vari “jazzmen” americani. Tra questi ultimi c’era Stan Getz, sassofonista bianco e protagonista con i 2 brasiliani di incisioni storiche e del grande concerto alla Carnegie Hall di New York (‘64) che consacrò definitivamente la “bossa jazz”. Da allora sono passati molti, moltissimi anni: ma brani come Desafinado, Samba de una nota sola, Águas de Março, Chega de saudade, Outra vez, Garota de Ipanema, Felicidade, Só danço samba, Corcovado e Bim Bom sono diventati in tutto il mondo dei classici non soltanto della musica brasiliana ma anche del jazz. La rilassatezza, l’eleganza, lo stile “cool” (così comune ai jazzisti di quegli anni e agli interpreti della bossa) avevano creato un miracolo sonoro intramontabile. Se qualcuno snobba questa musica trovandola troppo commerciale o troppo datata, consigliategli di andare dal medico e di curarsi urgentemente le orecchie, se non il cervello. I classici sono classici, non fenomeni di moda. Provate a riflettere un attimo su un dato storico: la tradizione “brasileira” e quella del jazz nascono entrambe a fine ‘800, nell’epoca dell’emancipazione degli schiavi africani e delle ibridazioni tra ritmi afro e diverse forme popolari europee. Il choro e il samba sono le radici della musica carioca, come il blues e il ragtime lo sono del jazz. E così si è continuato, ibridando e suonando... Provate ora a chiedervi cosa c’è stato di più vivo e importante di questi fenomeni d’ibridazione nella storia musicale del ‘900; quali enormi influenze hanno avuto su tanta produzione, sia colta sia pop. E ora (a dispetto di tutte le polemiche) mettete nel vostro impianto qualcuno di questi classici, rilassatevi e  dedicatevi a un ascolto veramente “cool”.

Discografia Essenziale

Elizete Cardoso – Canção do amor demais, 1958 (Festa)
Antônio Carlos Jobim – Black Orpheus, 1959 (Verve)
Antônio Carlos Jobim – Wave, 1967 (A&M )
Antônio Carlos Jobim e Elis Regina – Elis & Tom, 1974 (Polygram)
João Gilberto – Chega de saudade, 1959 (101 Distribution)
Stan Getz, João Gilberto, Astrud Gilberto – Getz/Gilberto, 1963 (Verve)
Stan Getz, João Gilberto – Getz/Gilberto #2 Recorded Live at Carnegie Hall, 1964 (Verve)
Stan Getz, Charlie Byrd – Jazz Samba, 1962 (Polygram)
Stan Getz, Luiz Bonfá - Jazz Samba Encore!, 1963 (Polygram)
Stan Getz – with Guest Artist Laurindo Almeida, 1963 (Verve)
Vinicius de Moraes – Vinicius: Poesia e Canção, 1966 (Forma)
Vinicius de Moraes, Toquinho – Vinicius & Toquinho, 1974 (Universal Brazil)


Foto: Stan Getz & João Gilberto

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Stan Getz e Joao GilbertoTom Jobim Wave Cd


 

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