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India Beatles 1

1968.

The Beatles In India.

di Gabriele Paoli

50 anni fa, nonostante (o forse a causa della loro enorme popolarità), i Beatles si trovano a essere spiritualmente esausti. Per questa ragione cercano di trovare una nuova “illuminazione” e la quiete meditativa attraverso il Maharishi Mahesh Yogi, leader del Movimento di Meditazione Trascendentale, con un viaggio nel suo ashram, a Rishikesh, nel febbraio 1968. Viaggio che viene effettuato 6 mesi dopo il primo incontro fra la band e il Maharishi (agosto 1967) e ha una grandissima risonanza sui media internazionali contribuendo ad aumentare l'interesse dei giovani dell'epoca per le dottrine indiane. Non solo i Fab Four si limitano al pellegrinaggio indiano per un risveglio spirituale, ma danno l’avvio a uno dei loro periodi più creativi: compongono circa 48 canzoni, gran parte delle quali finiscono in The Beatles, meglio conosciuto come White Album, pubblicato a fine ’68. I primi a raggiungere la destinazione sono George Harrison e John Lennon, seguiti da Paul McCartney e Ringo Starr. Quest’ultimo, il meno convinto, arriva con la valigia piena di lattine di fagioli e se ne va dopo 11 giorni. Gli altri rimangono a Rishikesh per 2 mesi, attirando amici famosi come Donovan, Mike Love dei Beach Boys, l'attrice Mia Farrow con la sorella Prudence, oltre a fotografi e giornalisti.

Il Maharishi vive in una casa imponente dotata di eliporto, ma i Beatles vengono alloggiati in chalet spartani. Cynthia Lennon ha avuto modo di ricordare la sua stanza insieme a John: letto a baldacchino, una stufa elettrica e qualche sedia. D’altronde la vita nell'ashram era come in un campo estivo... McCartney ricorda: «Ti alzavi la mattina e scendevi per una colazione in comune. Il cibo, a base di cereali, era vegetariano. Poi tornavi al tuo chalet, meditavi per un po’, quindi pranzavi, qualche chiacchierata, un po' di musica… In pratica si trattava solo di mangiare, dormire e meditare». Alla fine della giornata, i musicisti si ritrovano a suonare insieme. «Comporre canzoni è stato facile», scrive Donovan nella sua autobiografia. «Paul era sempre con la chitarra in mano a fare musica. Puoi ascoltare i risultati sui dischi che seguirono: il White Album e il mio The Hurdy Gurdy Man». Mentre la maggior parte delle canzoni scritte durante il soggiorno sono state registrate per l’Album Bianco e Abbey Road, diverse altre composizioni sono finite successivamente nei dischi solisti. Una delle più importanti è Child Of Nature di Lennon, poi rielaborata come Jealous Guy per l'album Imagine del 1971. Junk e Teddy Boy di McCartney, sono state invece registrate per il suo primo album solista, McCartney, nel ‘70. Un paio di canzoni di Harrison, fra cui Not Guilty, sono apparse nei suoi dischi. Ci sono poi brani che i Beatles hanno inciso per la prima volta nell'agosto '68 e George ha rivisitato per l’omonimo album solista del ’79, mentre Circles è inserita in Gone Troppo (’82). Harrison ha anche scritto Sour Milk Sea, registrata da Jackie Lomax per la Apple Records. I Beatles hanno inoltre inciso un'altra composizione del periodo indiano, la sperimentale What's The New Mary Jane?, in seguito apparsa nell’Anthology 3. Un'altra canzone incisa in India, Spiritual Regeneration, è rimasta inedita.

Il Maharishi si rivela più esperto di business e di media di quanto i suoi seguaci avrebbero potuto inizialmente intuire. Pare infatti che, prima del viaggio, stesse negoziando con gli avvocati della ABC uno special televisivo che includeva un'apparizione dei Beatles. Inoltre, per il servizio fotografico di gruppo con i suoi studenti, lo stesso yogi allestisce personalmente la regia come per un set cinematografico, supervisionando la costruzione di una fila di gradinate e l’organizzazione dei posti. Il previsto soggiorno di 3 mesi viene interrotto in seguito ad accuse di cattiva condotta sessuale nei confronti del Maharishi. 50 anni dopo l’esperienza indiana, peraltro, non c'è alcun resoconto ufficiale e definitivo di ciò che ha spinto il gruppo a lasciare l'ashram. Secondo quanto riferito, nessuna azione legale è stata mai presentata contro il Maharishi. Nel corso degli anni, alcuni dei partecipanti hanno perfino dubitato che avesse combinato qualcosa di sconveniente, mentre George Harrison e Paul McCartney hanno esteso negli Anni ‘90 le loro scuse allo yogi affermando pubblicamente quale effetto positivo avesse avuto sulle loro vite. Oltre a lasciare un’impronta indelebile nella loro musica (e non solo), il rapporto fra i Beatles e il Maharishi ha suscitato in Occidente un enorme interesse per l'abbigliamento indiano, la meditazione, lo yoga. The Beatles In India, documentario diretto da Paul Saltzman con materiale girato all'epoca e interviste realizzate durante un suo recente ritorno a Rishikesh, è previsto in uscita il prossimo autunno.
 
www.thebeatles.com

Foto: © Paul Saltzman

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