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Pantelleria 1

Pantelleria.

L'isola da scoprire.

di Margherita Colnaghi

Carattere mediterraneo, profilo arabo, temperamento vulcanico. Scura, intensa, a tratti ancora selvaggia. Più vicina alla costa africana che a quella italiana, al primo incontro Pantelleria ammalia per quel suo tocco mediorientale ereditato da 2 secoli  di dominazione araba che hanno lasciato il segno nel dialetto, nei nomi delle contrade, nell'agricoltura e anche nell'architettura delle case. Sono i dammusi, le tipiche case in pietra lavica dai tetti a cupola, divenuti parte integrante del paesaggio, che profilano piane e morbidi rilievi solcati da miriadi di muretti a secco. Un mirabile colpo d'occhio di queste antiche costruzioni si ha nelle tranquille e pianeggianti zone di Monastero e Ghirlanda, ricche di coltivazioni di uva zibibbo e capperi (principale risorsa agricola locale) e nella deliziosa Mueggen, dove il pendio è più morbido e la primavera riempie di ginestre, corbezzoli ed erica. Ai dammusi si contrappongono le bizzarrìe naturali dovute al termalismo spontaneo, residuo dei fenomeni vulcanici non ancora esauriti del tutto. È proprio nell'entroterra, dominata dalla Montagna Grande, che si scoprono paesaggi unici e suggestivi. A Sibà un sentiero in salita porta alla Grotta del Bagno asciutto, vera e propria sauna naturale con esalazioni caldissime di vapore. Getti bianchi sbuffano dalle rocce, rosse e ocra come in un girone dantesco, della Favara Grande. Manda vapori caldi Kuddia Mida, cono vulcanico ricoperto da un bosco di pini. Lo si può vedere dalla vetta della Montagna Grande che con i suoi 836 metri domina tutta l'isola. Un posto magico, immerso in fitti boschi di lecci e pini, dove spicca l'orografia tormentata da crepacci, spaccature del Monte Gelfiser e del Monte Gibele, coperti dalla macchia mediterranea che profuma l'aria di essenze selvatiche, origano, rosmarino selvatico e menta.

Altro luogo incantato è lo Specchio di Venere, vicino a Bugeber. Racchiuso in una conca ovale e circondato da finissima sabbia bianca, è rinomato per la sua acqua alcalina-sulfurea e per i fanghi ricchi di sostanze minerali. Qui è facile incontrare persone interamente ricoperte di fango, che come zombi camminano attorno al lago. Fra i luoghi più belli dove fare un bagno nel mare blu cobalto, c’è la Punta Spadillo dominata dal candido faro. Qui si può scendere al Laghetto delle Ondine, specie di vasca naturale dov’è piacevole immergersi tra gli scogli quando il mare aperto è impraticabile per le onde. Poco più in là, Cala Cinque Denti: approdo preferito da barche a vela e yachts per gettare l'ancora, quando in tutta l'isola soffia lo scirocco. Ma i paesaggi più scenografici di questa perla nera del Mar Mediterraneo sono a Cala Levante, dove si posa la prima luce dell'alba vigilata da un lato dall'Arco dell'Elefante (gigantesca scultura naturale che riproduce la testa di un elefante con la proboscide immersa nel mare) e dall'altro dall'imponente Faraglione di Punta Tracino. Qui è situato il Diving Cala Levante, nelle cui vicinanze si trovano i più bei siti d’immersione isolani.

Nelle limpidissime acque si scoprono fondali suggestivi popolati da cernie giganti, banchi di barracuda, pacifici dotti e colorati pesci pappagallo. Ma non solo: gorgonie rosse e gialle in un fondale mai uguale solcato da grotte, anfratti, spaccature. Particolari e uniche, poi, le immersioni archeologiche lungo un percorso punteggiato da anfore, ceppi di ancore, reperti in terracotta di 2.300 anni fa. Di notevole interesse archeologico è stato il ritrovamento, nel fondale di Cala Tramontana, di 3.000 monete puniche di bronzo datate fra il 264 e il 241 a.C.: si pensa provenissero da una nave cartaginese per finanziare una missione bellica dei Cartaginesi contro i Romani. Si racconta che un tempo Balata dei Turchi fosse lo scalo utilizzato dai pirati, mentre oggi è una baia blu/turchese con rocciosi argentati levigati dal mare. Spettacolare, infine, è il tramonto rosso infuocato a Scauri, imperdibile suggestione di Bent El Rion (antico nome arabo di Pantelleria), il cui significato “figlia del vento” racchiude tutta la sua evanescente magia.

www.viverepantelleria.it

Foto: © Margherita Colnaghi

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