Cinema

Il professore e il pazzo

L’Oxford English Dictionary (OED) è il dizionario della lingua inglese antica e moderna pubblicato dall’Oxford University Press, casa editrice dell’omonima università. La sua compilazione, testimoniata da 12 volumi, cominciò nel 1884 e si concluse nel 1928. Il professore e il pazzo, adattamento cinematografico del romanzo L’assassino più colto del mondo di Simon Winchester (’98), racconta com’è iniziata l’avventura dell’OED e l’amicizia nata fra il suo creatore e il suo aiutante. È la metà dell’800 quando Sir James Murray (Mel Gibson) si accinge su richiesta dell’Oxford University Press a realizzare il dizionario inglese dando una radice semantica a ogni parola, antica e recente. Stiamo parlando dell’Impero Britannico, con diramazioni in ogni parte del globo e una lingua in costante evoluzione. Si tratta dunque di un ambizioso progetto che il professore è intenzionato a portare avanti a ogni costo. Sempre affiancato dalla moglie Ada (Jennifer Ehle), Murray ha una conoscenza quasi enciclopedica delle lingue classiche e di quelle europee. Si trasferisce con la famiglia alla Oxford University e per poter inserire quante più parole possibili nel dizionario chiede la collaborazione di tutti gli abitanti dell’Impero allegando lettere nei libri in vendita. Il loro compito sarà, leggendoli, di segnalare le parole degne di nota insieme all’anno di origine e alla citazione che meglio le rappresenta.

Parallelamente alla storia di Murray, viviamo le vicende del medico americano William Chester Minor (Sean Penn). Rinchiuso in un manicomio criminale inglese per un omicidio compiuto in preda a un raptus schizofrenico, è uomo d’estrema intelligenza e cultura. Aver ucciso senza alcun motivo un innocente, padre di famiglia, non gli dà pace: i ricordi della guerra civile americana e dell’omicidio lo tormentano. Si tratta, comunque, di un individuo fondamentalmente buono e rispettoso delle regole: perciò, sia il direttore del manicomio sia le guardie gli consentono di disegnare e leggere, attività che sembrano placarlo. La sua guardia, Mr Muncie (Eddie Marsan), gli regala per Natale un libro all’interno del quale Minor trova la richiesta compilata da Sir Murray. Inizia così a spedire le sue scoperte a Oxford; e dal manicomio criminale, collabora per più di 20 anni alla stesura del dizionario fornendo centinaia di parole e migliaia di citazioni tratte da quei libri che sono il suo unico conforto. Murray, all’inizio, si sorprende che un uomo con una cultura tanto vasta possa ancora essere detenuto; e Minor, dal canto suo, trae giovamento dalla collaborazione col professore: i suoi incubi si diradano e riesce, grazie a Muncie, a stabilire un contatto con la famiglia che ha distrutto. Ma la pazzia è un’incognita e anche il minimo cambiamento degli equilibri può causare nuovi raptus. Quando succederà, lo studioso perderà il suo più prolifico collaboratore e il medico smarrirà definitivamente la ragione. Ma la reciproca amicizia resisterà a tal punto da condurre Murray da Winston Churchill per chiedergli di intercedere per l’amico. Il professore e il pazzo è un film intenso la cui storia, tanto cupa quanto luminosa (l’alternanza di luci e ombre sottolinea la dicotomìa fra bene e male, colpa e redenzione, cura e punizione) rispecchia un’idea antica e insieme moderna: è un dizionario degli inizi del ‘900, ma ci si potrebbe leggere la storia dell’odierna Wikipedia. E se Mel Gibson e Sean Penn sono in gran forma, anche i coprotagonisti sono molto bravi. E la regia di P.B. Shemran, che aveva già lavorato con Gibson in Apocalypto, chiude alla perfezione il cerchio di un film da non perdere.

Foto: © Eagle Pictures

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