Cinema

Grandi bugie tra amici

A 9 anni dalla prima pellicola, ecco la seconda parte delle “bugie tra amici” del francese Guillaume Canet, film che conferma tutti i protagonisti e le ambientazioni aggiornandoli nel tempo. Sono infatti trascorsi alcuni anni dagli episodi narrati in Piccole bugie tra amici quando ritroviamo Max (François Cluzet), l’imprenditore pignolo in procinto di compiere 60 anni e separato dalla sua Véro (Valérie Bonneton). Sta letteralmente scappando dalla città per andare a cercare un po’ di quiete nella sua casa al mare – la stessa del primo film, ovviamente – non essendo riuscito a trovare il coraggio di comunicare alla nuova compagna Sabine (Clémentine Baert) l’imminente bancarotta.

A mischiare le carte in tavola, però, arrivano per festeggiare con lui il compleanno proprio Sabine e l’eterogeneo gruppo di amici che aveva totalmente perso di vista. La situazione, per Max, diventa ancora più ingestibile: comincia a dare segni di cedimento sempre più evidenti; e solo quando tutte le bugie che ha raccontato crolleranno come un castello di carte, si renderà conto che è inutile fuggire e che l’unica alternativa sarà rimboccarsi le maniche e ricominciare daccapo.

Avere gli amici accanto e un amore che sa accettare senza recriminare, aiuteranno così il protagonista a superare il brutto momento facendogli apprezzare la vita per quello che è e non per come vorrebbe fosse.

Grandi bugie tra amici somiglia per molti versi al film precedente: ambientato negli stessi luoghi, alterna scene comiche a momenti di riflessione rimanendo però sempre su toni leggeri. Ciò che spiace è che sia l’ennesima storia d’oltralpe che elabora concetti triti e ritriti: un gruppo di adulti che adulti non sono ma ragazzini troppo cresciuti… che bevono e fanno festa come 15enni faticando ad assumersi le proprie responsabilità nei confronti dei figli… trattati come fossero comparse nelle loro vite.

Insomma, un cliché dopo l’altro e Grandi bugie tra amici arriva finalmente al più classico degli happy end. Ci auguriamo sia quello definitivo.

Foto: © BIM Distribuzione

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