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Extreme Beauty In Vogue

di Peppo Delconte

Vincere il tempo è davvero impossibile? Per tutti ma non per la bellezza, secondo Oscar Wilde: «Ciò che è bello è una gioia per tutte le stagioni e un possesso per l’eternità». La pensano così anche i curatori di Extreme Beauty In Vogue, mostra in svolgimento al Palazzo della Ragione di Milano. Sembra un paradosso allestire proprio qui un evento che si fonda su un un assunto così irragionevole. Se è vero che al mondo nulla è permanente – e che anche i canoni estetici sono in continua evoluzione – com’è possibile che esista un’idea (un piacere) del bello che sia per l’eternità? Questa logica illogica è forse applicabile solo a un concetto estremo di bellezza. Quello in cui ha sempre creduto il più folle degli animali: l’homo sapiens in qualità di artista. E non ci sono dubbi che a questa categoria appartengano anche i grandi fotografi di Vogue: ai loro capolavori, dagli Anni ‘30 in poi, è dedicata l’antologica voluta da Dolce e Gabbana e curata da Vogue America. Il percorso, lungo e abilmente strutturato attraverso le scenografie dell’architetto urbanista francese Jean Nouvel, permette al visitatore di farsi un’opinione non solo sul ruolo della bellezza ma anche sui fotografi che a suo insindacabile giudizio ne sono i cantori più coerenti o più imprevedibili.

Certo, in alcuni casi il disorientamento temporale è davvero notevole. Come si fa a non considerare attualissimo il capolavoro stilizzato (occhio-labbra-neo) di Erwin Blumenfeld? Eppure, la modella si chiama Jean Patchett e ha posato nel lontano 1950. E che dire delle 4 sconosciute, sedute di schiena su dune di sabbia per l’obiettivo di Clifford Coffin? Potrebbe essere un’idea del nuovo millennio o un capriccio della prima stagione surrealista, se non ci fossero i costumi e le cuffie a datarle 1949. E in quale dimensione onirica si può inquadrare il bellissimo busto con testa floreale fotografato da Duane Michaels nel ’79, o la Twiggy dalla chioma di Medusa immortalata da Richard Avedon nel ‘68? E ancora, come spiegarsi la potenza narrativa delle 2 mani intrecciate sopra la testa della modella in uno scatto di Edward Steichen che risale addirittura al ’34? Ma non mancano neppure volti e corpi in allestimenti quasi fiamminghi o rinascimentali… Forse proprio nei lavori degli ultimi decenni si trova qualche effetto sadomaso e qualche manierismo di troppo, seppure proposti da firme prestigiose quali Helmut Newton, Annie Leibovitz e Steven Klein. Una sezione speciale, infine, è dedicata all’inesauribile creatività di Irving Penn (classe 1917, tuttora attivo): difficile scegliere le sue idee più geniali, fra le 2 modelle mascherate dalle parrucche o l’occhio di Cleopatra; il celebre “corpetto”, o la natura morta con lumache… Ma qui si scivola in pareri troppo personali, di ben poco conto. Quel che davvero importa, è attraversare in questo straordinario labirinto d’immagini il mistero di quella bellezza estrema, sogno (o incubo) del nostro comune immaginario. Per gustarne non solo la celebrazione, ma continuare a porsi interrogativi. Perché, appunto, si tratta sempre di un mistero senza tempo.

Extreme Beauty In Vogue
Fino al 10 maggio, Palazzo della Ragione, piazza dei Mercanti 1, Milano
tel. 02875672-8860165
Catalogo Skira, € 40; € 29 in mostra


www.extremebeautyinvogue.it
 
CoolMag Tube: Extreme Beauty In Vogue (Prima Parte)
http://www.youtube.com/watch?v=bWA59VFDmEU

Extreme Beauty In Vogue (Seconda Parte)
http://www.youtube.com/watch?v=3X7quoZS7n4

Foto: Erwin Blumenfeld, Jean Patchett, Gennaio 1950
Steven Klein, Strength Training, Agosto 2006
Edward Steichen,“Beauty Primer” Your Hands, Giugno 1934

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