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Omaggio a Mario Schifano. Al principio fu Vero Amore

Caro Mario lavora, stacca il telefono e dimentica tutte le rogne di questo mondo. Un caro saluto”, firmato Giorgio Marconi. La lettera, datata 29 settembre 1965 e indirizzata a Mario Schifano, precede la mostra inaugurale dello spazio espositivo, a Milano, del gallerista. Vero amore è il primo quadro che Schifano espone allo Studio Marconi dall’11 novembre del ‘65 accanto a opere di Valerio Adami, Lucio Del Pezzo, Emilio Tadini. Vero amore è anche intitolata la prima personale dell’artista Pop romano, allestita 1 mese dopo, a dicembre. Annota Goffredo Parise nel catalogo che accompagna la mostra: “Schifano è un uomo di trent’anni, di tipo sommariamente mediterraneo, se non arabo. In riposo il suo corpo, alto circa un metro e settanta, del peso di cinquantacinque chili, visto da angolazioni e distanze diverse, rivela anzitutto un languore felino, innocente e attonito. Come un piccolo puma di cui non si sospetta la muscolatura e lo scatto. Visto in movimento (cioè appena gli arti si sciolgono nel moto), il languore scompare e diventa leggerezza, ritmo e souplesse”. Dopo Vero Amore, Schifano dipinge Inventario con anima e senza anima (novembre ‘66), Tuttestelle (ottobre ‘67), Compagni, compagni (dicembre ’68) e la serie dei Paesaggi TV (dicembre ‘70).

È su questo preciso, particolare momento della sua carriera che Omaggio a Mario Schifano. Al principio fu Vero Amore lo ricorda a 20 anni dalla scomparsa ripercorrendone gli esordi. Giorgio Marconi approccia l’artista all’epoca pittorica di strade, incidenti, natura, paesaggi anemici, particolari e alberi. Lo definisce «un vulcano geniale». Il sodalizio fra i 2 si conclude nel ‘70, ma nulla vieta di organizzare personali nel ‘74, ‘90, 2002, 2005 e 2006. Titoli: Schifano 1960-1964. Dal monocromo alla strada e Schifano. Dal paesaggio alla TV. Ricostruendo idealmente le mostre allestite dal ‘65 al ’70, Vero Amore parte dall’albero frondoso e robusto dell’omonimo dipinto per poi soffermarsi sul Futurismo rivisitato (’65) che riprende la celebre foto del gruppo futurista (Luigi Russolo, Carlo Carrà, Filippo Tommaso Marinetti, Umberto Boccioni e Gino Severini) scattata a Parigi nel 1912; il siderale, algido Spazio (’65) e il romantico, etereo Studio per il ritratto di Anna Carini (Il vestito) dello stesso anno; Tuttestelle (‘67), con queste ultime dipinte a spruzzo come quelle che saturano di Pop Art la copertina di Dedicato a… il long playing inciso dalle Stelle di Mario Schifano in un susseguirsi di rock sotterraneo, dissonanze, sperimentazioni; i vermigli Compagni, compagni e Sulla giusta soluzione delle contraddizioni in seno alla società, che scandiscono il ‘68 delle rivoluzioni; i Paesaggi TV (‘70) che si concentrano su immagini riprese dal piccolo schermo, isolate dal contesto e rielaborate con tocchi di colore alla nitro o all’anilina. Completano il percorso espositivo materiali di repertorio fra pubblicazioni, scatti fotografici, scritti.

Omaggio a Mario Schifano
Al principio fu Vero Amore
Fino al 9 marzo 2019, Fondazione Marconi, via Tadino 15, Milano
tel. 0229419232

Foto: Tuttestelle, 1967
Spazio, 1965
Sulla giusta soluzione delle contraddizioni in seno alla società, 1968
Courtesy Fondazione Marconi, Milano, © Mario Schifano by SIAE 2018

 

 

 

 

 

 

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