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#iorestoacasa / Mudec, Milano

A Milano, zona Tortona, dove una volta c’era lo stabilimento Ansaldo dal 2014 c’è il Mudec/Museo delle Culture firmato dall’architetto britannico David Chipperfield. Centro dedicato alle culture del mondo declinate da collezioni etnografiche, arti visive, performative e sonore, design e costume, in questi anni ha messo in scena esposizioni-gioiello dedicate a Jean-Michel Basquiat, Banksy, Roy Lichtenstein, Liu Bolin, Paul Klee, Frida Kahlo, Joan Miró, Vasilij Kandinskij e altri grandi maestri.

Come tutti i musei d’Italia, anche il Mudec ha dovuto chiudere momentaneamente al pubblico la sua Collezione Permanente e le mostre, in attesa di un ritorno alla normalità. Nel frattempo però non si ferma e all’insegna di #MudecDelivery/L’Arte a casa tua viene a domicilio facendoci compagnia via Facebook, Instagram e Twitter con un’infinità di contenuti speciali.

Citavamo la Collezione Permanente, che viene illustrata con videoclip, card animate, post divertenti, videointerviste e anteprime. Ma ci sono anche i profili dettagliati dei più grandi artisti ospitati in mostra, le storie più emozionanti che hanno scandito la vita del museo e le Pillole dal Futuro con le anticipazioni che riguardano le prossime mostre: ROBOT. The Human Project che focalizza la relazione fra essere umano e uomo artificiale; Tina Modotti. Donne, Messico e Libertà dedicata alla fotografa, attivista e attrice italiana considerata donna e artista fra le più libere e anticonformiste del 20° secolo.

E siccome il Museo delle Culture ha a cuore anche i bambini e i buongustai, spazio a Vietato agli adulti! con attività didattiche online riservate al pubblico dei più piccoli; e a Ricette d’artista con i video di Enrico Bartolini, lo chef pluristellato che al Mudec gestisce il ristorante e il barbistrot.

In poche parole: #iorestoacasa perché La Cultura rende Liberi.

Foto: Robothespian, 2017, © Enginered Arts Ltd
Andrea Brivio, Ksenia Rogacheva, CuboZoo, 2017,
 Milano, AI and Robotics Lab – Politecnico di Milano, © Andrea Brivio
Johan Hagemeyer, Tina, San Francisco, 1921

 

 

 

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