Coolmag - art

Adventure Series
Something More
Bjork
home - art




Tracey Moffatt: fra sogno e realtà

di Stefano Bianchi

Fare arte è abbastanza terapeutico”, sostiene la fotografa australiana Tracey Moffatt (Brisbane, 1960). Dichiarazione, questa, che è il miglior “passepartout” per Between Dreams And Reality, la retrospettiva milanese a lei dedicata che raccoglie allo Spazio Oberdan 130 immagini più film e video realizzati dall’89. La Moffatt, aborigena allevata e cresciuta in una famiglia bianca, scatta “terapeuticamente” foto ispirandosi alla cultura “popular” degli Anni ’60 (riviste scandalistiche, cinema, tivù), ridando corpo a memorie infantili e mettendo a fuoco temi laceranti come la ghettizzazione/segregazione razziale, sessuale, sociale. Il suo obbiettivo non cattura fugaci frammenti di vita, bensì racconti che sono emanazioni cinematografiche; mirabili sintesi di un percorso emotivo che trae origine dal passato e, talvolta, si riesce perfino ad esorcizzare.

Fra autobiografismo e “fiction”, colgono nel segno i colori saturi e pop della serie Something More (’89), che delinea lungo scene che paiono rubate a un set hollywoodiano l’esistenza di una ragazza indigena vestita d’abiti che non le appartengono, la quale vorrebbe “qualcosa di più” del sordido spicchio di terra in cui è costretta a vivere. Scampoli efficaci di Pop Art riaffiorano nelle Adventure Series del 2004 che strizzano l’occhio al fumetto australiano The Flying Doctor e nella serie Under The Sign Of Scorpio (2005), che vede la fotografa immedesimarsi nei panni di icone quali Björk, Indira Ghandi, Catherine Deneuve e Hillary Rodham Clinton. Nate, come lei, sotto il segno dello Scorpione. Poi, l’apparente gioiosità delle immagini cede il passo a temi duri, scomodi, impietosi: come Scarred For Life (’94), che snocciola violenze domestiche e questioni razziali imitando l’impaginazione delle riviste Sixties; Fourth (2001), in cui l’artista ritrae l’emarginata disperazione da perdenti degli atleti giunti quarti alle Olimpiadi di Sidney; Guapa-Good Looking (’95), che ricucendo i fili dell’infanzia mette surrealisticamente in scena tumefatte donne rivali; le sequenze di Heaven e Laudanum, dall’impetuosa carica voyeuristica, che spiano i surfisti mentre si cambiano la muta nei parcheggi lungo le spiagge, e vivisezionano in stile vittoriano il rapporto "sadomaso" fra una padrona bianca e la sua schiava asiatica.

Tracey Moffatt: Between Dreams And Reality
Fino all’1 ottobre, Spazio Oberdan, viale Vittorio Veneto 2, Milano
tel. 0277406300/6302
Catalogo Skira, € 29.50


www.provincia.milano.it/cultura
www.museofotografiacontemporanea.org

Foto: Adventure Series 01, 2004
Something More 01, 1989
Björk, 2005
© Tracey Moffatt
courtesy: L.A. Galerie – Lothar Albrecht, Francoforte



stampa

coolmag