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“Where Are We Going?”

di Stefano Bianchi

Il settecentesco Palazzo Grassi di Venezia è rinato a nuova vita grazie al restyling dell’architetto giapponese Tadao Ando, supervisionato dal mecenate francese e collezionista d’arte François Pinault. Presidente di Palazzo Grassi S.p.A., Pinault ha voluto inaugurare la nuova stagione artistica del capolavoro architettonico allestendo nei 3.000 metri quadrati minimalisti degli interni la mostra “Where Are We Going?” con una ragionata selezione di opere dalla sua collezione. La frase, divenuta celebre, trae spunto dalla domanda formulata da Paul Gauguin agli albori del Modernismo e riproposta nel 2000 dall’eclettico artista inglese Damien Hirst per il titolo di una sua scultura. Quesito che trova in quest’occasione un nuovo significato: le opere in esposizione, evocative e provocatorie, fanno infatti riflettere sulla condizione umana, sulla cultura contemporanea e sul futuro del mondo.

Temi cardine del lavoro di molti artisti dell’avanguardia e princìpi che hanno ispirato il collezionista Pinault, ben lieto di proporre al pubblico capolavori dal dopoguerra in poi, includendo la Scuola di New York e l’Astrattismo Europeo, l’Arte Povera, il Minimalismo, il Post Minimalismo e la Pop Art. Circa 200 lavori di oltre 50 artisti: dai grandi maestri Mark Rothko, Piero Manzoni e Donald Judd, alle stelle internazionali Damien Hirst, Cindy Sherman, Maurizio Cattelan e Pierre Huyghe, fino all’ultima generazione di artisti che comprende Urs Fischer, Piotr Uklanski e Rudolf Stinger. Da segnalare, fra le opere appositamente commissionate per la riapertura di Palazzo Grassi, l’installazione luminosa di Olafur Eliasson per la facciata sul Canal Grande, un temporale composto da 1.700 gocce realizzate a mano da Urs Fischer e sospese sopra lo scalone d’onore, la sala con le inedite pitture murali di Raymond Pettibon e la scultura di Jeff Koons intitolata Hanging Heart.

“Where Are We Going?”: Opere scelte dalla collezione François Pinault
Fino all’1 ottobre, Palazzo Grassi, Campo San Samuele 3231, Venezia
tel. 0415231680
Catalogo Skira, € 55


www.palazzograssi.it


Palazzo Grassi: la storia

Affacciato sul Canal Grande, Palazzo Grassi venne edificato fra il 1748 e il 1772 dalla facoltosa famiglia bolognese dei Grassi. È attribuito all’architetto Giorgio Massari, autore a Venezia della Chiesa dei Gesuati e di Ca’ Rezzonico, posta di fronte sulla riva opposta del Canale. È uno degli ultimi palazzi costruiti nel capoluogo veneto prima della caduta della Repubblica (1797). Di impronta neoclassica, si sviluppa attorno a un ampio cortile a colonnato, ordinato lungo 2 assi: il primo, più lungo, conduce dall’ingresso sul canale allo scalone d’onore, decorato con affreschi di Michelangelo Morlaiter e Francesco Zanchi; il secondo, in diagonale, è contrassegnato dagli accessi su Campo San Samuele e sulla adiacente Calle Remo Grassi.


Foto: Eleonora Tarantino 2006, Jeff Koons, Balloon Dog (Magenta), 1994-2000
Maurizio Cattelan, Him, 2001
Luciano Fabro, L’Italia d’oro, 1971

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