Coolmag - art

Punk
Warhol
Follmi
home - art




Un diavolo per capello

di Paolo Tarantino

Bellezza e potere, ultraterreno e morte, autorità e ribellione. L’acconciatura ha attraversato le umane vicende specchiandosi nell’arte, nell’archeologia e nell’antropologia. La rassegna bolognese Un diavolo per capello presenta opere provenienti da collezioni italiane, svizzere e americane; 100 reperti archeologici fra sculture, oggetti da toilette e monete; ritratti e incisioni sei/settecentesche; medaglie emesse fra il XV° e il XVIII° secolo; 30 scatti di fotografi italiani e stranieri; serigrafie e immagini di Andy Warhol. Lo scenografico allestimento della mostra, curato da Italo Grassi, è suddiviso in sezioni accomunate dalla passione per le acconciature elaborate e stravaganti: Dai Faraoni agli Indiani d’America parte dal presupposto che la capigliatura, effimero e fastoso ornamento, dall’epoca più remota e presso tutte le popolazioni del globo sia stata considerata come la parte più nobile del corpo e la più ricca di simbolicità. Ogni antica civiltà, di conseguenza, ha elaborato una vera e propria cultura della capigliatura.

La sezione Arte dell’acconciatura dal XV° al XIX° secolo, inizia invece con le “capigliature" cinquecentesche e termina con le monumentali acconciature del ‘700 in cui la parrucca è protagonista assoluta, fino ai limiti estremi della caricatura. Un mondo di Pierini Porcospini moderni: tra neotribalismo e trasgressione underground, prende infine in esame la “naturalità selvaggia” dei capelli intesa come signorilità, raffinatezza e bellezza. Ma anche trasandatezza e sporcizia, anticonformismo e ribellione: è il caso degli hippies e dei punk, parenti dello Struwwelpeter (Pierino-Porcospino), la vecchia favola per bambini che censurò il perbenismo mitteleuropeo d’inizi ‘900. Chiude la mostra Warhol, che concentra l’immagine di sé attraverso la parrucca. Insoddisfatto del suo aspetto e dei suoi capelli, sin dagli Anni ‘60 si nascose, letteralmente, dietro una capigliatura posticcia che divenne protagonista dei suoi autoritratti.


Un diavolo per capello: dalla Sfinge a Warhol. Arte, acconciature, società
Fino al 2 luglio, Museo Civico Archeologico, via dell’Archiginnasio 2, Bologna
tel. 0512757211
Catalogo Edizioni Gabriele Mazzotta, € 28


www.comune.bologna.it/museoarcheologico



Foto: Tonino Conti, Punk
Andy Warhol, The Shadow
Oliver Föllmi, Due fratelli della tribù Himba




stampa

coolmag