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Piero Gilardi al naturale

di Stefano Bianchi

Frutta, verdura, giardini, prati, sassi, spiagge, greti del fiume. Opere giocose e divertenti: quadri, sculture e tappeti in poliuretano espanso colorato. Pedinando dagli Anni ’60 ad oggi la Pop Art, l'Arte Povera e la New Media Art, Piero Gilardi (Torino, 1942) ha ogni volta incontrato e abbracciato la natura nella sua più scintillante visualizzazione ma anche nelle più evidenti problematiche come l’impiego degli OGM negli alimenti.

Pioniere della tecnologia e della multimedialità (nel ’66 con l’installazione Mare rappresentò tridimensionalmente l’increspatura delle onde), dialogatore a distanza con l’Arte Povera (Campo di grano del ’67) e animatore della cultura giovanile nelle periferie urbane e “mondiali” (Nicaragua, Africa, riserve indiane negli Stati Uniti), Gilardi ha prodotto fra i suoi capolavori i Sassi Rotolanti (ultraleggeri, malgrado l’apparenza poderosa) che nel momento in cui vengono spostati permettono di percepire il rumore delle onde e s’illuminano di luce catodica. Come a dire: la natura rivisitata in chiave d’Artificio, di “coup de théâtre”. Interdipendenze, personale a lui dedicata, esibisce una ricca selezione di opere storiche fra cui Igloo (’64), Angurie (’67) e Zucche (’68), lavori recenti come Foresta di bambù (2004), Spiaggia con alga (2004) e Trono Silvestre (2005), nonché progetti, video e scenografie realizzate ad hoc. Di particolare interesse, infine, il progetto del Parco d’Arte Vivente che l’artista inaugurerà a Torino.


Piero Gilardi: Interdipendenze
Fino al 16 luglio, Palazzina dei Giardini, corso Canalgrande, Modena
tel. 0592032911-2032940
Catalogo Silvana Editoriale, € 18 (in mostra), € 21 (in libreria)


www.comune.modena.it



Foto: Angurie. Tappeto-Natura, 1967
“BIOMA“, composizione in computergrafica, 2004
Foresta di bambù. Tappeto-Natura, 2004

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