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Giosetta Fioroni: Viaggio sentimentale

di Lucia Leone

160 opere di Giosetta Fioroni, realizzate dagli Anni ‘50 a oggi, scandiscono il suo Viaggio sentimentale che fra le altre cose inaugura le nuove sale del Museo del Novecento milanese, al piano terra dell’Arengario. La Fioroni nasce a Roma nel 1932 da padre scultore e madre marionettista. Frequenta l’Accademia di Belle Arti e inizia il suo percorso artistico sotto la guida di Toti Scialoja. Per qualche anno vive a Parigi e, rientrata nella Capitale, frequenta quella che verrà definita come Scuola di Piazza del Popolo: gruppo di artisti – Mario Schifano, Tano Festa, Franco Angeli… – che prende parte al movimento della Pop Art ritrovandosi al Caffè Rosati ed esponendo alla Galleria Tartaruga di Plinio De Martiis. Il rapporto con il compagno di tutta una vita (lo scrittore Goffredo Parise), gli amici letterati e i pittori, segnerà per sempre la sua esistenza e la sua produzione artistica.
 
Viaggio sentimentale segue un preciso ordine cronologico, dividendo le pitture (esposte nelle nuove sale) da ceramiche, teatrini e fotografie in mostra nella manica lunga del museo. Se i primi quadri (nella sezione Formazione) partono dall’esperienza parigina evidenziando elementi domestici (cuore, lampadina, orologio), gli iconografici Argenti (Diapositive di sentimenti) sono le opere "pop" che l’hanno fatta conoscere nel mondo. Ci sono poi le sezioni Piccoli cimiteri del meraviglioso, dedicata alla campagna di Salgareda dove Giosetta visse a lungo con Parise; e I mostri, riservata all’Atlante di medicina legale che, appunto, raccoglie “mostri e mostruosità”. Si prosegue con le opere Anni ‘80 e ‘90 dove Colore e materia tornano a emergere, per arrivare ai Movimenti remoti (disegni che traggono spunto dall’omonimo scritto di Parise) e all’ultima sala con le 3 grandi opere che raccontano il mondo della magia (Trasformazioni e rami d’oro). Già a questo punto del percorso è chiaro come Giosetta Fioroni sia un’artista fuori dal coro. Benchè annoverabile fra gli esponenti dell'arte Pop, non fa mai ricorso alla serigrafia ma proietta su tela l’immagine che vuole riprodurre per poi creare doppi sempre diversi replicando il procedimento. Le sue opere, così, risultano quasi sospese in bilico fra movimento e staticità, Futurismo e Metafisica. Vuole, l’artista, che in ogni suo lavoro risulti evidente l’osservazione del sentimento. Ed è altrettanto evidente che il suo scopo sia studiare l’individuo in ogni suo aspetto. Nella manica lunga sono invece esposti i teatrini, diverse realizzazioni in ceramica e le foto della serie Senex e Altra Ego scattate da Marco Delogu, che vedono Giosetta mostrarsi in prima persona. Inoltre, è stata ricostruita grazie a documenti dell’epoca la celebre, “voyeuristica” Spia Ottica, esposta per la prima volta nel 1968. Dai quadri in cui ritrae ragazzetti Balilla in attesa del Duce, al Marilyn Manson ultramaterico e colorato; dagli elfi della campagna, ai morti per asfissia erotica; dalla spia ottica agli scatti fotografici, Giosetta Fioroni ci mostra il mondo visto attraverso i suoi occhi. Ed è un mondo meraviglioso.

Giosetta Fioroni
Viaggio sentimentale
Fino al 26 agosto, Museo del Novecento, piazza Duomo 8, Milano
tel. 0288444061
Catalogo Electa, € 22

www.museodelnovecento.org/it

Foto: Liberty, 1964, collezione Nanni Benazzo, Roma, © Giuseppe Schiavinotto
Giosetta Fioroni, Marco Delogu, L’Altra Ego #1, 2012, Courtesy Marco Delogu
Nascita di una Venere Op. (Botticelli), 1965, collezione privata, © Michele Alberto Sereni
 

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