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Eduardo Paolozzi: Lots of Pictures - Lots of Fun

di Stefano Bianchi

Con i suoi irriverenti collages popolati da alieni, pin-ups, cloni disneyani e fumettistici eroi, lo scozzese Eduardo Paolozzi (1924-2005), figlio di immigrati laziali, è stato uno fra i più anticonformisti e geniali artisti della Gran Bretagna post bellica. Tra i fondatori dell’Independent Group londinese che includeva nomi provenienti dalle più svariate discipline (il critico d’arte Lawrence Alloway, lo scultore William Turnbull, il pittore Richard Hamilton, il fotografo Nigel Henderson), Paolozzi non solo ha anticipato la Pop Art intersecando con quadri e sculture la produzione di massa e il consumismo, ma ha indagato il rapporto uomo – macchina, la scienza e la tecnologia alla stregua di inediti linguaggi visuali. Lots of Pictures – Lots of Fun raccoglie il testimone della retrospettiva londinese alla Whitechapel Gallery (2017) puntando l’attenzione sulle opere sperimentali realizzate dagli Anni ’40 ai ’70.

Se la prima sezione della mostra berlinese coinvolge gli esordi con disegni e sculture dei primi Anni ’50 influenzati dal Surrealismo e dall’arte di Pablo Picasso e Alberto Giacometti, la seconda sottolinea l’iniziale interesse di Paolozzi per la “popular culture”, le riviste e i fumetti americani, da posizionare nei primi collages. Inoltre, sul piano scultoreo, i Fifties vedono l’artista rompere con la tradizione privilegiando pezzi di bronzo brutalista che con le loro superfici erose gli ricordano le ferite di guerra, mentre dal punto di vista estetico sprigionano toni dichiaratamente accusatori. In seguito realizzerà sculture in metallo, alcune delle quali dipinte. La produzione artistica di Paolozzi a Berlino, nel 1974 e ’75, è il tema della terza sezione. Nel suo studio nel quartiere di Kreuzberg, attorno a Kottbusser Damm, elabora una serie di opere grafiche ispirate dalla musica come The Ravel Suite e Calcium Light Night, dove elementi grafici e lineari, fondendosi, danno vita a composizioni astratte che ricordano paesaggi urbani, mappe topografiche, circuiti stampati. Il capitolo finale della mostra, dedicato allo spirito pionieristico dell’artista, si concentra sull’approccio anticonformista nei confronti dell’arte. Atteggiamento che continua a ispirare giovani artisti e grafici. L’ampia interpretazione del collage, le prime forme di campionamento, le tecniche di stampa, l’interesse per i mass media e la tecnologia del proprio tempo, hanno aperto la strada a nuove comprensioni dell’arte che ci accompagnano ancora oggi.

Eduardo Paolozzi
Lots of Pictures – Lots of Fun
Fino al 28 maggio, Berlinische Galerie, Lamdesmuseum für Moderne Kunst, Alte Jakobstraße 124-128, Berlino
tel. 0049-30-78902700
Catalogo Deutscher Kunstverlag, € 29.80
 
 
Foto: Bunk: Evadne in Green Dimension, 1952-1972
Pop Art Redefined  (Lots of Pictures – Lots of Fun), 1971
As is When: Wittgenstein the Soldier, 1965
© Trustees of the Paolozzi Foundation, Licensed by/VG Bild-Kunst, Bonn 2017
 

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