Coolmag - art

Renato e poltrona
Quadro per una coppia felice
Divano a fiori
home - art




Cesare Tacchi. Una retrospettiva

di Stefano Bianchi

Fra gli artisti di casa a Piazza del Popolo, negli Anni ‘60 ideatori e creatori della Pop Art romana, Cesare Tacchi (1940-2014) è il più imprevedibile, sorprendente, curioso. Non foss’altro che per quelle sue tele “imbottite” di tessuti e stoffe, stampate e a tinta unita: quelle inconfondibili/inimitabili ”tappezzerie” estroflesse che “griffano” questo «giovane solitario, silenzioso e castigato» (lo descrivono così, nel 1959, i critici) e sono indubbiamente il cuore della retrospettiva in cartellone a Roma con le loro poltrone, i loro letti e i loro fondali borghesi popolati da un’umanità dipinta a smalto nero di amici, attori, coppie affiatate, sorrisi pubblicitari. Un piccolo esercito di icone “pop” del miracolo economico. Ma fra i 100 e più lavori che scandiscono cronologicamente l’arte di Tacchi, c’è la smaltata serie degli esordi costruita su dettagli e rapidi punti di vista che catturano automobili, figure, monumenti dell’Urbe.
 
Si passa poi – in un’ideale “sequel” con le “tappezzerie” – alle sculture/arredi in vilpelle; a quelle poltrone inutili, porte paradossali e sedute sproporzionate che (come la Sedia per visite brevissime di Bruno Munari) negano ogni possibile utilizzo sublimandosi nella grande Cornice che se ne guarda bene dall’incorniciare quadri ma scandisce una nuova relazione coi fruitori dell’opera. La Cancellazione d’artista avvenuta nel maggio del ’68 alla Galleria La Tartaruga nell’ambito della rassegna Il Teatro delle Mostre (dietro a un vetro trasparente l’artista “cancella” a poco a poco la propria figura stendendo un velo di pittura sul diaframma che lo separa dal pubblico) viene invece riproposta da un “reperto” della collezione delle eredi del gallerista Plinio De Martiis che permette ai visitatori di compiere un’esperienza simile a quella vissuta da chi ebbe la fortuna di partecipare a quel gesto estremo. Ai primi Anni ’70 appartengono infine le opere “concettuali”, il cui scopo è ridurre la capacità di comporre o comprendere il linguaggio, mentre i grandi dipinti realizzati a partire dagli Anni ’80 (Uccel di bosco, il trittico Spirito dell’arte) testimoniano la grande versatilità di Cesare Tacchi,  messa talvolta in ombra dall’immediata, spettacolare Pop Art che lo ha reso celebre.

Cesare Tacchi
Una retrospettiva
Fino al 6 maggio, Palazzo delle Esposizioni, via Nazionale 194, Roma
tel. 06696271/489411
Catalogo Iacobellieditore, € 29


www.palazzoesposizioni.it

Foto: Renato e poltrona, 1965, collezione privata, Svizzera, © Salvatore Piermarini - Archivio Cesare Tacchi
Quadro per una coppia felice, 1965, per gentile concessione Galleria Tega, Milano
Sul divano a fiori, 1965, Collezione  Maramotti, Reggio Emilia
 

stampa

coolmag