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Ugo Nespolo. A modo mio

di Stefano Bianchi

Che abbia girato nel 1967 La galante avventura del cavaliere dal lieto volto, 20 minuti con Enrico Baj e Lucio Fontana vestiti da generalissimi savoiardi; si sia fatto riprendere in Un Supermaschio (metà Anni ’70) mentre attraversa Torino col testone in cartapesta di Joseph Beuys; abbia frequentato Man Ray a Parigi e che quest’ultimo gli abbia affidato la sceneggiatura per il film Le porte girevoli, la dice assai lunga sull’eclettismo multidisciplinare di Ugo Nespolo. Giostrato A modo mio, recita il titolo di questa caleidoscopica personale che tocca l’arte, il cinema e il teatro di questo trasgressivo, anticonvenzionale, sghignazzante giocoliere dell’immagine, Pop artista e Neo Dada, secondo cui Lavorare, lavorare, lavorare, preferisco il rumore del mare (da un verso poetico di Dino Campana, alla scritta di una sua scultura: c’è il bozzetto in mostra). 23 anni dopo Effetto pittura, Nespolo torna ad Aosta mettendo in scena il suo Helzapoppin di 80 opere e passa fra dipinti, disegni, “maquettes” teatrali, sculture, tappeti, fotografie e manifesti creati dal 1967 fino a oggi.

A cominciare dalle 2 curiosità più sfiziose – la motocicletta BMW K1 decorata come Ugo comanda e lo Skiff Olimpico Black Fin da canottaggio lungo 8 metri – qui c’è tutto il Nespolo pensiero, disposto in base a percorsi tematici, spesso e volentieri giocato sulla logica matematica. Ampio risalto viene dato alle sculture tattili e ai dipinti storici come Grande conto, lungo 3 metri, dell’81; ai soggetti pittorici che occhieggiano ai miti e agli stereotipi del consumismo; al Museo, ciclo degli Anni ’70 che prosegue tuttora rivisitando la fruizione dello spazio pubblico in netto contrasto con l’arte contemporanea “ufficiale”, speculativa, incensata dal sistema economico; all’Avanguardia educata, installazione abitabile del ’95 tra Futurismo, Bauhaus e Pop Art; ai tappeti a forma di puzzle; ai tridimensionali libri-scultura (Ex Libris). Filmicamente parlando, invece, si va dal cinema d’avanguardia con Baj, Fontana e i “poveristi” Michelangelo Pistoletto, Mario Merz e Alighiero Boetti fino a Yo Yo, la pluripremiata serie di cartoni animati datata 2016. Immancabile, infine, il teatro che dagli Anni ’80 affianca l’inesauribile creatività “nespoliana”. Sicchè meritano convinti apprezzamenti quei disegni e quei costumi che spaziano dall’Elisir d’Amore di Gaetano Donizetti alla Madama Butterfly di Giacomo Puccini e a Veremonda, l’Amazzone di Aragona di Francesco Cavalli.

A modo mio
Nespolo tra arte, cinema e teatro
Fino all’8 aprile, Centro Saint-Bénin, via Festaz 27, Aosta
tel. 0165272687
Catalogo Magonza Editore, € 26


http://www.lovevda.it/it/banca-dati/2/mostre/aosta/ugo-nespolo-arte-cinema-teatro/66905

www.nespolo.com

Foto: Ipotesi dialettica, 1974
I bei gesti, 1999
My Numbers, 2017


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