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Last Supper
Max Ernst
Sole Acqua Terra
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Call for Iolas' House

di Stefano Bianchi

Somiglia a un romanzo giallo, questa mostra. Immaginate una villa, lussuosissima, di 1300 mq. su una superficie di 7000. Commissionata a più architetti dal collezionista d’arte, dandy “à la” Jean Cocteau e gallerista greco Alexander Iolas (1907-1987). Viene costruita fra il 1965 e il ‘68 nel sobborgo ateniese di Agia Paraskevi per custodire ed esporre la sua collezione che include capolavori pittorici e scultorei di Max Ernst, Victor Brauner, Niki de Saint Phalle, Jean Tinguely, Lucio Fontana, Vassilakis Takis, Giorgio de Chirico, Miguel Berrocal, Eliseo Mattiacci, Pino Pascali, Roy Lichtenstein, Andy Warhol (nell’84, come direttore artistico della Galleria Gruppo Credito Valtellinese, Iolas gli commissiona un gruppo di opere ispirate all’Ultima Cena leonardesca da esporre al Refettorio delle Stelline di Milano) e altri protagonisti delle avanguardie, della Pop Art e del Nouveau Réalisme. Nelle intenzioni del proprietario la dimora si sarebbe dovuta trasformare nell’Alexander Iolas Museum, ma alla sua morte gli eredi decidono di venderla a un’agenzia immobiliare. Il Ministero della Cultura, però, blocca qualsiasi piano di modifica ritenendo Villa Iolas patrimonio greco. E come tale viene riconosciuto nel ’98. Destinata a uso pubblico per attività culturali, la residenza si tramuta in relitto abbandonato, vandalizzato, privato degli arredi interni ed esterni. E la collezione d’arte? Viene in gran parte rubata o dispersa.

Call for Iolas’ House, non solo ha il pregio di focalizzare l’attenzione su questo sito ipotizzandone la rinascita come luogo di scambio e produzione della cultura contemporanea, ma individua 2 percorsi espositivi: quello che propone una serie di opere “di confronto” (provenienti dalle collezioni private internazionali e dalla collezione del Credito Valtellinese) e quello della ricostruzione scenografica di selezionate installazioni artistiche attraverso il “re-made” dei capolavori perduti curato da allievi e insegnanti dei licei artistici di Giarre, in provincia di Catania; e Morbegno, in provincia di Sondrio. Trovano poi spazio un video con le testimonianze di chi fu vicino a Iolas (dal suo biografo Nikos Stathoulis al compagno di vita André Mourge, fino ad artisti quali Marina Karella, Fausta Squatriti e Novello Finotti), di chi lavorò con lui e di semplici “uomini della strada” che nell’odierna Atene sottolineano l’incomprensibile oblìo in cui è caduto “Alessandro il Grande”, mercante d’arte fra i più celebri al mondo.  
 
Call for Iolas’ House
Fino al 4 marzo, Galleria Credito Siciliano/Palazzo Costa Grimaldi, piazza Duomo 12, Acireale (CT)
tel. 095600208


www.creval.it/fondazione/gallerie/Pagine/galleria-acireale.aspx

Foto: Andy Warhol, The Last Supper
Max Ernst, Soleil
Pino Pascali, Sole Acqua Terra
© Collezione Gruppo Credito Valtellinese
 

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