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Tomaso Binga
Paolo Buggiani
Keith Haring
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Long Live the Revolution

di Stefano Bianchi

La salernitana Bianca Pucciarelli, in arte Tomaso Binga, 1931, poetessa sonora. Il toscano Paolo Buggiani, 1933, performer di strada. Il canadese Richard Hambleton, 1954-2017, street artist. L’americano Keith Haring, 1958-1990, graffiti artist. Il giapponese Ken Hiratsuka, 1959, scultore di strada. Ad accomunarli è la rivoluzione, parola che per Buggiani s’è trasformata in uno slogan tatuato sulla pelle: Art Revolution. Cioè uscire fuori dagli schemi, ribellarsi, sovvertire le regole dell’arte. L’ha fatto camuffato da Minotauro, brandendo una spada fiammeggiante. E l’ha rifatto travestito da Icaro, pattinando fra le automobili intrappolate nel caos del traffico.
 
Long Live the Revolution, è intitolata questa collettiva barricadera. Lunga vita alla Rivoluzione secondo Keith Haring, che nelle stazioni della metropolitana di New York disegnava con un gessetto bianco, sugli spazi pubblicitari vuoti e neri, bimbi radianti e cani abbaianti. Secondo Richard Hambleton, che ha graffittato sui muri della Big Apple, agli angoli delle strade, sagome spettrali pronte a impaurire i passanti. Secondo Tomaso Binga, che ha esorcizzato gli abusi patriarcali utilizzando il proprio corpo come tramite fra parola recitata e spettatori coinvolti. Secondo Ken Hiratsuka, che si è messo a scolpire sui marciapiedi e sugli scogli del mondo labirinti e linee infinite: quasi a voler fondere l’umanità in un’unica forma di comunicazione universale. In tutti e 5 i casi è stata una benedetta, creativa, efficacissima “rivoluzione necessaria”.         
 
Long Live the Revolution
Fino al 20 gennaio, Wunderkammern, via Gabrio Serbelloni 124, Roma
tel. 0645435662


www.wunderkammern.net

Foto: Tomaso Binga, 1976, courtesy Bianca Pucciarelli
Ritratto di Paolo Buggiani, © Roberto Bastianoni
Keith Haring, Dog and Baby, 1982 (detail), courtesy Paolo Buggiani
 

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