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Vero Amore

di Stefano Bianchi

Fra le (troppe?) retrospettive che raccontano la Pop Art italiana tornata in auge da un paio d’anni, questa in particolare si defila dal visto e stravisto per 2 buone ragioni: l’azzeccatissimo titolo dell’esposizione, Vero Amore, riferito all’omonimo monocromo giallo di Mario Schfano; l’accurata messinscena di opere dalle collezioni della GAM torinese, particolarmente felice e con gioielli di quel vivace movimento artistico Anni ’60 che ruotava attorno alla Scuola romana di Piazza del Popolo e ai satelliti del nord, centro e sud Italia. Per quanto riguarda i nomi più gettonati, il capolavoro museale è Napoleone di Franco Angeli: 3 grandi tele che compongono il blu, il bianco e il rosso della bandiera francese alternando “sottopelle” altrettanti codici cari al pittore romano: le svastiche, le croci, le stelle.

Ciò che emerge da questo percorso è l'unicità della Pop tricolore: meno legata al linguaggio consumistico dell’arte “popular” americana; più concentrata sul sociale, il politico, la Figurazione Narrativa, le cosiddette "mitologie quotidiane". Perfino sulla contaminazione fra Pop Art e Nouveau Réalisme (Dalla Sicilia, il décollage di Mimmo Rotella); Pop e Neo Dada (l’irriverente Progetto per una lapide luminosa a James Bond elaborato da Elio Marchegiani), Pop e Concettuale (Schermo casa di Fabio Mauri) Pop e Arte Povera (Zuccaia, il tappeto natura di Piero Gilardi; l’Omaggio a Billie Holiday di Pino Pascali; I famosi cioccolatini da morto di Aldo Mondino; Pericolo di morte, il quadro specchiante realizzato da Michelangelo Pistoletto). Se fra gli ulteriori motivi d’interesse ci sono le accelerazioni cromatiche della Macchina di Alberto Moretti, le monete da Bar di Titina Maselli e le scomposizioni massmediologiche di Plinio Mesciulam, la sorprendente novità di questo Vero Amore sono gli artisti piemontesi: da Anna Comba con le sue accumulazioni pubblicitarie, alle geometrie di Beppe Devalle e alla Op Art di Beppe Sesia; dalle frammentazioni urbane di Giorgio Ramella, alle “silhouettes” in legno di Pietro Gallina fino a Simboli del Concilio di Ezio Gribaudo, “new entry” fra i molti tesori Pop griffati GAM.  

Vero Amore
Pop Art italiana dalle collezioni della GAM
Fino al 26 febbraio, GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, via Magenta 31, Torino
tel. 0114429518/4436907
Catalogo SilvanaEditoriale, € 28


www.gamtorino.it

Foto: Ezio Gribaudo, Simboli del Concilio, 1965
Alberto Moretti, Macchina, 1963
Pino Pascali, Omaggio a Billie Holiday (Labbra rosse), 1964
© Museo Sperimentale, GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino
 

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