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L'Atlas: Cryptograms

di Stefano Bianchi

Talvolta succede che la Street/Urban Art coincida alla perfezione con l’Astrattismo Geometrico e in particolare con l’Optical. Quando succede è, appunto, un godimento per gli occhi. Osservando i Cryptograms del francese L’Atlas (classe 1978, di Tolosa, in curriculum esposizioni parigine al Grand Palais, Centre Pompidou, Fondation Cartier, Palais de Tokyo) si resta come ipnotizzati percependo, davanti alle sue opere, la fascinazione di ciò che si vede e di ciò che (all’apparenza) non si vede. «La vita è energia e anche la calligrafia lo è», spiega l’artista. «Dipingere significa tradurre l’energia pura». L’Atlas ha iniziato negli Anni ‘90 dipingendo lungo le strade di Parigi, dove vive e lavora. Sedimentando la passione per le tecniche e la storia della calligrafia, dapprima si è dedicato allo studio delle calligrafie cinese, araba ed ebraica; quindi, prediligendo il bianco e nero ha concepito un proprio “corpus” tipografico basato sulle lettere e sulle forme labirintiche.

Se nei suoi primi lavori l’arte del writing si limitava esclusivamente alla propria firma, nelle gigantesche opere successive che hanno invaso muri e spazi di città come Roma, Genova, Marrakesh, Fort-de-France, Sharja e Tolosa, la grafia è di volta in volta mutata abbandonandosi liberamente all’astrazione geometrica e al senso di smarrimento (dentro di noi, attorno a noi) che è tipico del labirinto. Per Cryptograms, in particolare, L’Atlas ha veicolato i suoi testi cifrati o in codice in una serie di tele dipinte a spray bianco, nero e su variazioni della scala dei grigi; introducendo in 2 quadri specifici un colore che crea un effetto "fluo" quando viene accarezzato dalla luce ultravioletta. E noi stessi, smarrendoci nel profondo di questi crittogrammi, (ri)scopriamo l’assoluta bellezza dell’arte.     

L’Atlas
Cryptograms
Fino al 21 dicembre, Wunderkammern, via Ausonio 1A, Milano
tel. 0284078959

www.wunderkammern.net

www.latlas.org

Foto: Marrakesh, Morocco, 2014
Reflects, 2017
Signal, 2017
 

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