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Hello My Game Is...

di Stefano Bianchi

Si fa chiamare Invader, è nato a Parigi nel 1969 e come Banksy non vuole svelare la propria identità. Che sia uno street artist unico nel suo genere lo dimostrano le 3.566 (cifra in continuo aumento) “space invasions” effettuate in 20 anni d’onoratissima carriera in 74 città fra cui Londra, Berlino, New York, Miami, Los Angeles, Hong Kong, Tokyo, Katmandu, Bangkok, Marrakesh, Istanbul, Barcellona, Bilbao, Mombasa, Rabat. In Italia, invece, sono state “invase” Roma, Ravenna e lo European Space Research Institute di Frascati. Ispirato dagli alieni Anni '80 di Space Invaders, il videogame giapponese Arcade sviluppato nel ’78 da Toshihiro Nishikado che in pochi anni generò un fatturato di 500.000.000 di dollari, Invader lavora su piccole mattonelle colorate, le dispone a mosaico e le incolla alla pelle delle città: muri, ponti, cancelli… Il suo è un “game over” definitivo: i suoi alieni (e non solo quelli) interferiscono indisturbati nei paesaggi urbani e là rimangono, a imperitura memoria.
 
Con i suoi 1.307 “invaders” sparsi nei 20 arrondissements, è naturalmente Parigi la regina dei pacifici, coloratissimi “blitz” di questo infaticabile scalatore seriale che agisce sempre di notte. Perciò, “ça va sans dire”, è la capitale francese a rendergli omaggio al Musée en Herbe (riservato dal 1975 a tutti coloro che hanno compiuto dai 3 ai 103 anni) con la mostra Hello My Game Is…, prolungata a furor di popolo fino al prossimo 7 gennaio, che è a tutti gli effetti il nuovo parco giochi di Invader: un luogo reale e virtuale dove i giovani visitatori, i loro genitori e gli appassionati di Street Art sono invitati a intraprendere un viaggio nell’universo dell’artista transalpino con 100 opere inedite, videogiochi Arcade a gettone perfettamente funzionanti (col mitico cannoncino mobile che si muove orizzontalmente sul fondo dello schermo per abbattere gli alieni che lentamente si avvicinano alla Terra), un muro di magneti da comporre a piacimento, una grande mappa interattiva del mondo e altre installazioni. E siccome l’arte “outdoor” di Invader da anonima è diventata celebre dappertutto, ecco che i suoi pezzi più pregiati si sono metaforicamente staccati dai muri per finire “indoor” fra marziani tascabili in bianco e nero e in technicolor, nonché l’inimitabile RubikCubism che citando il “twisty puzzle” inventato nel 1974 dal designer e architetto ungherese Ernő Rubik dà vita a sculture e immagini estrapolate dalla storia dell’arte e dalla cultura pop. Proprio come il mega Peter Pan e le copertine degli ellepì (da Abbey Road dei Beatles, a London Calling dei Clash) genialmente “mosaicizzate”.
 
Invader
Hello My Game Is…
Fino al 7 gennaio 2018, Le Musée en Herbe, rue de l’Arbre-Sec 23, Parigi
tel. 0033-1-40679766
Catalogo Éditions Casterman, € 11.95
 
www.museeenherbe.com

www.space-invaders.com

Foto: © Hello My Game Is, Invader, 2017
 

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