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Ladies and Gentlemen... Andy Warhol

di Stefano Bianchi

C’è Holly, venuta da Miami, che ha attraversato tutta l’America in autostop. Si è rasata le sopracciglia lungo la strada, s’è depilata le gambe ed è diventata una lei. Candy, invece, è arrivata da Long Island. Nella stanza sul retro era carina con tutti ma non ha mai perso la testa, nemmeno quando succhiava cazzi. E Sugar Plum Fairy? È venuto qui a battere in cerca di cibo per l’anima e un posto per mangiare, mentre Jackie è talmente strafatta di anfetamine da aver pensato d’essere James Dean per un giorno… Hey honey, take a walk on the wild side. Ehi dolcezza, fatti un giro sul lato selvaggio… Archiviati i Velvet Underground, nel 1972 Lou Reed incide il brano Walk On The Wild Side ripensando alle Superstars della Factory gestita da Andy Warhol. 3 anni dopo, lo stesso Warhol realizza il portfolio Ladies and Gentlemen: 10 serigrafie che colgono in primissimo piano i volti di altrettante drag queens. Ogni volta che le guardo, quelle facce bistrate, mi piace pensare che l’idea, al Pope of Pop, sia venuta canticchiando sottovoce “hey babe, take a walk on the wild side and the coloured girls go Doo, doo-doo, doo-doo, doo-doo-doo doo, doo-doo, doo-doo, doo-doo-doo-doo…”.

Ladies and Gentlemen. Signore e signori. Nel titolo c’è già tutto. E in quei 10 ritratti di travestiti di colore, stampati dal newyorkese Alexander Heinrici e editi dal milanese Luciano Anselmino, “la rappresentazione del mondo esclude ogni possibile dialettica. È, al tempo stesso, violentemente aggressiva e disperatamente impotente. C’è, nella sua perversità di “gioco” crudele, astuto e insolente una sostanziale, e incredibile, innocenza”, scrive Pier Paolo Pasolini a proposito di questo portfolio che a 42 anni dalla pubblicazione non ha perso neppure un grammo della sua irresistibile trasgressione, del suo fascino insolente. Una di queste cartelle (la 96 su 125 esemplari), corredata dal colophon originale e completa di tutte e 10 le serigrafie, è in mostra da Colossi Arte Contemporanea a 30 anni dalla morte di Warhol (1928-1987). È la sua Polaroid Big Shot a scattare foto a ripetizione a quei travestiti neri scovati da Bob Colacello, "editor" della rivista Interview, che ogni sera si esibiscono al club The Gilden Grape di New York. Dropouts di giorno, eccentriche pin-ups di notte, si mettono in posa per Andy che ne “glamourizza” gli sguardi, le bocche, i nasi e le acconciature con ampie campiture cromatiche, con invadenti segni grafici che sembrano ritagli incollati per esasperare/teatralizzare ogni loro espressione, ogni loro atteggiamento. È l’orgoglio di sentirsi diversi, dopotutto. L’orgoglio di appartenere a quel giro. Quel giro sul lato selvaggio.    

Ladies and Gentlemen…
Andy Warhol
Fino al 30 luglio, Galleria Colossi Arte Contemporanea, Corsia del Gambero 12, Brescia
tel. 0303758583

www.colossiarte.it

www.warhol.org

Foto: Ladies and Gentlemen, 1975, © Colossi Arte Contemporanea

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