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Patti Smith Auto Portrait
Basquiat by Gorgoni
Warhol by Makos
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Higher Learning & The NY Scene

di Stefano Bianchi

Sono all’incirca 120 le foto scattate da Patti Smith durante i suoi viaggi nel mondo. E 150 le immagini newyorkesi di grandi fotografi che catturano quei fermenti avanguardistici vissuti negli Anni ’70 e ’80 dalla “rockeuse” chicagoana. Parma le sta rendendo omaggio con 2 imperdibili mostre in simultanea: Higher Learning e The NY Scene. Ispirata all’omonimo brano incluso nell’album antologico Land (2002), Higher Learning non solo è l’evoluzione di Eighteen Stations, mostra allestita a New York e di recente a Stoccolma, ma ruota attorno al libro M Train edito nel 2015 che Patti Smith ha definito autobiograficamente «una tabella di marcia per la mia vita» svelandoci superbi scatti in bianco e nero effettuati con una Polaroid Land 250, descritti dall’artista come «rappresentazioni visive del pellegrinaggio e della gratitudine. E un continuo amore e rispetto per le nostre voci culturali, le loro grandi opere, l’umiltà dei loro strumenti. Un pennello, una macchina per scrivere, i letti in cui hanno sognato. I luoghi della loro pace eterna».

Istanti fissati per l’eternità, dunque. Momenti legati a miti quali William Burroughs, Arthur Rimbaud, Jean Genet, Paul Verlaine, Albert Camus, Sam Shepard. Ecco la lapide dove riposa Pierpaolo Pasolini con quei fiori inondati di luce. Le stampelle di Frida Kahlo, testimoni della sua martoriata esistenza. E il letto di Gabriele D’Annunzio, l’accappatoio indossato da Johnny Depp, il bastone di Virginia Woolf. E ancora, reduci dai pellegrinaggi di colei che interpretò Dancing Barefoot, Rock N Roll Nigger e People Have The Power, c’è il cherubino di San Severino Marche immortalato nel 2009. E c’è il marmoreo, michelangiolesco David ritratto nel 2007. Dopodichè, l’obiettivo fotografico di Ron Galella, Allen Ginsberg, Nan Goldin, Gianfranco Gorgoni, Christopher Makos, Robert Mapplethorpe e Andy Warhol coglie le creative contraddizioni di The NY Scene: la Big Apple, cioè, che negli Anni ’70 e ’80 vede sfilare Downtown e Uptown l’arte, il sesso, le droghe, la cultura pop, il graffitismo, le avanguardie letterarie. In uno scatto c’è Keith Haring, in un altro Jean-Michel Basquiat. C’è Makos che ritrae Warhol truccato da Marlene Dietrich, Ginsberg che immortala il “transavanguardista” Francesco Clemente, Galella che si mette a “paparazzare” Mick Jagger. Ci sono la land art e la body art. E c’era anche Patti Smith in quella New York, avamposto della new culture.
 
Patti Smith
Higher Learning

The NY Scene
Arte, cultura e nuove avanguardie Anni ’70-’80

 
Fino al 16 luglio, Palazzo del Governatore, piazza Giuseppe Garibaldi 19, Parma
tel. 0521218929
Catalogo Photology, € 29


www.unipr.it/pattismith

Foto: Patti Smith, Auto Portrait 2, 2003
Gianfranco Gorgoni, Jean-Michel Basquiat, NYC, 1983, © Gianfranco Gorgoni, Courtesy Photology
Christopher Makos, Altered Images, Portrait Of Andy Warhol, NYC, 1981-82, © Christopher Makos, Courtesy Photology

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