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Renato Mambor: Connessioni Invisibili

di Stefano Bianchi

Piano piano, in questa che è a tutti gli effetti la riscoperta di una Pop Art italiana troppo a lungo trascurata se non snobbata, si riaffacciano sulla scena artisti oltre la sacra trimurti dei soliti noti Mario Schifano, Tano Festa e Franco Angeli. Anche Renato Mambor (1936-2014) ha fatto come loro parte della Scuola di Piazza del Popolo, nel ‘64 ha visto nascere il Pop tricolore ma il suo si è rivelato un “modus operandi” più intellettuale, ben distante dall’iconografia americana da supermarket cara soprattutto a James Rosenquist e Andy Warhol. Più freuidiano/pirandelliano che consumistico, Mambor vale più di una visita della retrospettiva milanese Connessioni Invisibili che mette in mostra un’ottantina di opere dai primi Anni ’60 fino al 2014. Pezzi fra i più eleganti in assoluto della Pop Art internazionale, che testimoniano la multimedialità dell’artista romano fra pittura, fotografia, cinema (ha partecipato a La dolce vita di Federico Fellini e lavorato con Ugo Tognazzi, Walter Chiari, Totò, il trombettista jazz Chet Baker e il regista Damiano Damiani), installazioni e lavori teatrali.
 
Lui stesso era solito precisare: «Voglio fare di tutto: ballare, cantare, scrivere, recitare, fare cinema, teatro, poesia. Voglio esprimermi con ogni mezzo, ma voglio farlo da pittore. Perchè dipingere non è un modo di fare, ma di essere». Filosofici e concettuali, i dipinti di Mambor (imprescindibili quelli degli Anni ’60: dai Segnali ai Ricalchi, fino ai Rulli) vedono soprattutto protagonista l’uomo come Testimone Oculare (talvolta se stesso), essere Solitario, entità in bilico fra arte e vita, relazioni interiori ed esteriori, unione e separazione. Per Mambor, l’imperativo categorico era «togliere l’io dal quadro» e agire nella piena convinzione che l’arte fosse «nella vita». Insieme all'alienante, robotica “mano meccanica” (Evidenziatore), la mostra propone altri gioielli come la cabina-installazione Trousse degli Anni ’70 e il gruppo scultoreo intitolato Re di cuori.
 
Renato Mambor
Connessioni Invisibili
Fino al 27 marzo, Galleria Gruppo Credito Valtellinese, Refettorio delle Stelline, corso Magenta 59, Milano
tel. 0248008015


www.creval.it

Foto: Rispecchiarsi, 2010
Pensatori fuori casa, 2014
Solitario, 2006

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