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Gli Americani di Robert Frank

di Luisa Bondoni (storica e critica della fotografia, curatrice del Museo Nazionale della Fotografia, Brescia)

Svizzero di Zurigo, classe 1924, Robert Frank si trasferisce nel ‘47 in America dove lavora come fotografo di moda per Harper’s Bazaar e come fotoreporter di notevole successo. Stanco degli incarichi giornalistici, chiede e ottiene una borsa di ricerca dal John Simon Guggenheim Memorial. È il primo fotografo europeo a ottenere questo riconoscimento, che gli consente di realizzare fra il 1955 e il ‘56 gli scatti fotografici che entreranno a far parte di The Americans. Servendosi di una fotocamera 35 mm. maneggevole, pratica e leggera, Frank coglie la vita americana nei suoi aspetti più comuni: cortei, automobili, cartelli pubblicitari, interni di bar, stazioni di servizio, autostrade nel deserto. Quelle immagini inquiete, rumorose e silenziose al tempo stesso, cupe e aggressive, suggeriscono più che rappresentare. Sono lontane dall’istante decisivo e perfetto degli scatti alla Henri Cartier-Bresson che dominano la fotografia alla metà del 20° secolo. Robert Frank non ha alcun interesse nei confronti della bellezza “bressoniana” ma svela il suo amore per la realtà: sia anch’essa cruda, sgradevole o banale.

In perfetto stile Beat, a bordo di una Ford Business Coupe fotografa vie, volti e vetrine di 48 stati degli U.S.A. scattando oltre 27.000 immagini. Nel ’58 ne vengono pubblicate 83 a Parigi con il titolo Les Americains. Un lavoro di selezione, di studio del proprio lavoro; un “editing” fuori dal comune per questo libro che racconta, ogni volta che lo si sfoglia, qualcosa di diverso. Ogni volta è una suggestione nuova, un “leitmotiv” che viene a galla e prende forza mano a mano che le pagine scorrono in questa apparente struttura libera, colma di rimandi. Definito dai critici una visione troppo torbida dell’America, viene pubblicato negli Stati Uniti nel ‘59 ma la generazione più giovane (da Lee Friedlander a Garry Winogrand) ne rimane profondamente colpita. Questa edizione esce con la prefazione di Jack Kerouac, che nella parte finale scrive: “Chi non ama queste immagini, non ama la poesia, capito? Se non ami la poesia, va’ a casa e guarda la TV con i cowboy col cappello da cowboy e i poveri cavalli gentili che li sopportano. Robert Frank, svizzero, discreto, carino, con quella sua piccola macchina fotografica che tira su e fa scattare con una mano, ha estratto una poesia triste dal cuore dell’America e l’ha fissata sulla pellicola. Così è entrato a far parte della compagnia dei grandi poeti tragici del mondo”.  E adesso che la serie completa de Gli Americani è in mostra a Milano, diventano imprescindibili queste altre parole dello scrittore della Beat Generation: “A Robert Frank adesso mando questo messaggio: tu sai vedere”.

Gli Americani di Robert Frank
Fino al 19 febbraio, Forma Meravigli, via Meravigli 3, Milano
tel. 0258118067
Catalogo Contrasto (
www.contrastobooks.com), € 39

www.formafoto.it

Foto: Comizio politico, Chicago, 1956
Rodeo, Detroit, Michigan, 1955
Municipio, Reno, Nevada, 1956
© Robert Frank da Gli Americani

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