Coolmag - art

Gianni Ruffi
Antonio Fomez
Sergio Sarri
home - art




Italia Pop. L'arte negli anni del boom

di Stefano Bianchi

La “via italiana” alla Pop Art? Fa “boom” all’epoca del miracolo economico, non ha nulla da invidiare al New Dada di Robert Rauschenberg e Jasper Johns; tantomeno al Nouveau Réalisme di Arman, Villeglé, César. Se vogliamo dirla tutta, l’arte Pop da Inno di Mameli parte da una Piazza d’Italia dipinta da Giorgio de Chirico e da un Sacco di Alberto Burri. Paradossi? Tutt’altro. Lo dice chiaro e tondo Italia Pop, imboccando la suddetta via con questi 2 quadri che per primi scandirono la contemporaneità figurativa e oggettuale del Belpaese. Con 70 fra pitture e sculture (straordinari gli animali in metacrilato di Gino Marotta, i legni di Mario Ceroli, il ”primo televisore a colori” di Gianni Ruffi), è fondamentale iniziare dall’immediato secondo dopoguerra dei precursori: Gianni Bertini, Enrico Baj, Mimmo Rotella, Fabio Mauri, Renato Mambor, Gianfranco Baruchello… Sono loro ad anticipare la grande stagione Pop degli Anni ’60 che coinvolge lo Stivale non solo con Milano e Roma città pilota (nel capoluogo lombardo si va dal “kitsch” pubblicitario di Antonio Fomez al fumettismo còlto di Emilio Tadini e Valerio Adami, fino al Pop metafisico di Lucio Del Pezzo; nella Capitale, accanto ai mattatori Mario Schifano, Tano Festa e Franco Angeli sono gettonatissimi Umberto Bignardi, Giosetta Fioroni, Sergio Lombardo e Cesare Tacchi), ma anche Torino con Piero Gilardi, Aldo Mondino, Michelangelo Pistoletto; e Firenze con Roberto Barni, Adolfo Natalini, Roberto Malquori.

A partire dal 1966 e almeno fino ai primi Anni ’70, l’Italia Pop si mette a parlare  il linguaggio della politica con Schifano, Angeli e Bertini ma soprattutto coi cosiddetti “figurativi critici”: Giangiacomo Spadari, Paolo Baratella, Fernando De Filippi, Sergio Sarri, Umberto Mariani, Bruno di Bello e Franco Sarnari, utilizzatori in chiave “militante” di immagini e stilemi tipici della cultura di massa. I dipinti e le sculture in esposizione, sono accompagnati da pezzi di design dell'epoca, nonché da riferimenti all’editoria e alla discografia che garantiscono una piena ed efficace “immersione” negli anni del boom in uno svecchiamento della cultura italiana in chiave internazionale, col contributo di grandi intellettuali dell’epoca quali Pier Paolo Pasolini e Umberto Eco. La “via italiana” alla Pop Art viene infine completata da un filmato sul mitico Piper Club di Roma, tempio indiscusso della musica e del costume popolare.

Italia Pop
L’arte negli anni del boom
Fino all’11 dicembre, Fondazione Magnani Rocca, via Fondazione Magnani Rocca 4, Mamiano di Traversetolo (PR)
tel. 0521848327/848148
Catalogo Silvana Editoriale (
www.silvanaeditoriale.it), € 28
 
www.magnanirocca.it

Foto: Gianni Ruffi, Intervallo, 1965, © Aurelio Amendola
Antonio Fomez, Invito al consumo, 1964-1965
Sergio Sarri, Il grande prestigiatore (Le avventure di Nessuno), 1967
 



stampa

coolmag