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Pluto and Proserpina
Barberini Faun
Gazing Ball
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Jeff Koons in Florence

di Stefano Bianchi

Ciò che era impossibile, oltretutto a Firenze, è davanti agli occhi di tutti. Basta raggiungere Piazza della Signoria e accorgersi che i conti non tornano: accanto al David di Michelangelo c’è Pluto and Proserpina, scultura alta più di 3 metri in acciaio inox giallo. È opera di quel grande manipolatore della vacuità fatta di “glamour” a regola d’arte e cattivo gusto a regola di vita chiamato Jeff Koons. Sì, proprio l’americano che ha mirato dritto al cuore della società dei consumi riproducendo/clonando balocchi da “middle class” come il Rabbit, il Balloon Dog, Popeye e Hulk. Che ha beatificato, in soldoni (corrono cifre da capogiro, ogni volta che viene battuto all’asta) l’oggetto/merce. Plutone e Proserpina, avvinghiati in un abbraccio drammatico e sensuale, sono talmente “kitsch” da sembrare un cioccolatino incartato. Scintillanti di giorno, illuminati di notte, fanno a pugni con le sculture in marmo e bronzo della piazza. Eppure, ammalianti, ci dialogano. E piacciono, dopo una prima (prevenuta) occhiata. Perché mai vergognarsi ad ammetterlo? Mettendo a confronto l’arte contemporanea con gli spazi e i capolavori del Rinascimento fiorentino, Jeff Koons ha fatto bingo.
 
Pluto and Proserpina è una delle sculture più recenti dell’artista Pop nato in Pennsylvania. Come il Barberini Faun, calco in gesso di una scultura dell’età imperiale con ogni probabilità ispirata a un’opera in bronzo d’epoca tardo-ellenistica. Collocata nella Sala dei Gigli a Palazzo Vecchio, fa parte della serie Gazing Ball: cioè la palla che l’americano medio si mette in giardino quando viene Natale. Una sfera così, d’un azzurro brillante, se ne sta in precario equilibrio sul ginocchio del fauno. «Gazing Ball, nata dopo aver guardato per molti anni sfere di questo tipo, afferma la perentorietà e la generosità della superficie specchiante», ha dichiarato Koons. «Basata sulla trascendenza, esprime la consapevolezza della mortalità. E una volta accettato il fatto di essere mortale, ciascuno di noi inizia ad avere maggior coscienza del mondo esterno, della propria famiglia e della comunità. Instaura, al di là del presente, un dialogo più vasto con l’umanità». Esposto accanto alla bronzea Giuditta e Oloferne di Donatello, in un ambiente decorato con gli affreschi di Domenico Ghirlandaio e una finta tappezzeria impreziosita da gigli d’oro, il Fauno Barberini (rivisitato) sprigiona l’impalpabile seduzione del calco in gesso e la spiazzante magia della sfera, riflettente come uno specchio. Ribadisce, nella sua eleganza “kitsch”, che nulla è impossibile. Soprattutto per Mr. Koons, che si è messo in gioco a Firenze.

Jeff Koons in Florence
Fino al 28 dicembre, Sala dei Gigli, Palazzo Vecchio e Arengario di Palazzo Vecchio, Piazza della Signoria, Firenze
tel. 0552768224

 
 
Foto: Pluto and Proserpina, © Pietro Savorelli
Gazing Ball (Barberini Faun), © Emiliano Cribari
 

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