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Beauté Congo

di Stefano Bianchi

È la Beauté, anzitutto. La Grande Bellezza della Repubblica Democratica del Congo, legata all’arte moderna e contemporanea, che Parigi omaggia esponendo alla Fondation Cartier pitture, sculture, fotografie: splendide testimonianze di 90 anni d’assoluta vitalità creativa. Fra i 40 artisti coinvolti, c’è chi pittoricamente ha raccontato (e tutt’ora racconta) la quotidianità e le questioni politiche e sociali. Dipingendo l’una e le altre con vivacità e colori che esplodono, Chéri Samba, Chéri Chérin e Moke sono diventati famosi a livello mondiale complice la loro partecipazione alla mostra-kolossal del 1989, al Centre Georges Pompidou, intitolata Magiciens de la Terre. Sono loro gli “artisti popolari” di Kinshasa emersi negli Anni ’70, che Beauté Congo pone in grande e sacrosanto risalto.

Cronologicamente, però, l’esposizione parte dagli Anni ’20 (quando il Congo era una colonia del Belgio) con precursori quali Albert e Antoinette Lubaki, nonché Djilatendo, maestri indiscussi nel dipingere (soprattutto su carta) lo spettacolo della natura e le atmosfere delle favole locali, per approdare ai 2000 non solo con la nuova generazione di artisti del collettivo Eza Possibles fondato da Pathy Tshindele e Kura Shomali che riafferma con “collages” e dipinti la vitalità e l’approccio critico della scena contemporanea, ma anche con JP Mika e Monsengo Shula, abilissimi nel fondere Africa e Pop Art. Altrettanto “pop”, negli Anni ’80, sono le futuribili sculture di Bodys Isek Kingelez e Rigobert Nimi: intricati modelli architettonici di utopistiche città e robotiche fattorie che esplorano le tematiche della coesione sociale. Spettacolare, infine, la sezione documentaristica dedicata all’arte fotografica che ricostruisce l’energia di Kinshasa all’epoca dell’indipendenza del Congo. Accanto agli scatti di Jean Depara che ritraggono con maestrìa la “nightlife” metropolitana negli Anni ’50 e ‘60, spicca il talento dello Studio 3Z che negli Anni ’70 esplora il mondo della SAPE (The Society of Ambiancemakers and Elegant People) concentrandosi sui “body-bulders”, le attitudini e gli ardori della gioventù congolese.

Beauté Congo
1926 – 2015
Congo Kitoco
Fino al 15 novembre, Fondation Cartier pour l’Art Contemporain, boulevard Raspail 261, Parigi
tel. 0033-1-42185650
Catalogo Fondation Cartier pour l’Art Contemporain, € 47


http://fondation.cartier.com

www.franceguide.com

Foto: JP Mika, Kiese na kiese, 2014, Pas-Chaudoir Collection, Belgique, © JP Mika, Photo © Antoine de Roux
Chéri Samba, Oui, il faut réfléchir, 2014, Collection of the artist, © Chéri Samba, Photo © André Morin
Monsengo Shula, Ata Ndele Mokili Ekobaluka (Tôt ou tard le monde changera), 2014, Private Collection, © Monsengo Shula, Photo © Florian Kleinefen
 

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