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Leaning Fork with Meatball
Still Life 3
Set Prima Classe Alitalia
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Arts & Foods

di Stefano Bianchi

La Grande Abbuffata è di scena qui. Dentro e fuori la Triennale, nel Padiglione Arts & Foods che è l’unica area tematica di Expo Milano 2015 (allestita dallo Studio Italo Rota) in città. Mostra bulimica e affascinante curata con insaziabile appetito da Germano Celant, si snoda in 7.000 mq. coinvolgendo con 1.500 opere pittura, scultura, video, installazioni, fotografie, pubblicità, design, architettura, cinema, musica, letteratura. Dalla prima Esposizione Universale (Londra 1851) fino a oggi, le Arti hanno ruotato attorno ai Cibi declinando (esteticamente/progettualmente) l’atto di nutrirsi e la convivialità. Benvenuti, allora, nei 15 ambienti ricostruiti e nelle stazioni olfattive e musicali che scandiscono il percorso di Arts & Foods, focalizzato sugli sviluppi e le soluzioni adottate per relazionarsi col cibo: posate, stoviglie, elettrodomestici, tavole imbandite, picnic, supermercati, bar, ristoranti, manifesti pubblicitari…

Da metà ‘800 al ‘900, sfilano arredi e oggetti nella sala da pranzo. E sfilano, oltre a Le chef Père Paul ritratto da Claude Monet, la Colazione in giardino dipinta da Giuseppe De Nittis e la Nature morte au canard di James Ensor. I primi decenni del 20° secolo materializzano invece le avanguardie storiche col Pain peint surrealista di Man Ray, la cubista Natura morta con clarinetto, grappolo d’uva e ventaglio di Georges Braque e il futuristico Poema del vestito di latte di Filippo Tommaso Marinetti, mentre negli Anni ’60 il cibo si fa icona totalizzante con la Pop Art scultorea di Claes Oldenburg, la Banana “velvettiana” e le Campbell’s Soup Cans di Andy Warhol, gli Still Life di Tom Wesselmann fra cartellonistica pubblicitaria e natura morta, i décollages di Mimmo Rotella. Dagli Anni ’70 ai giorni d’oggi, è tutto un rincorrersi di installazioni “ad hoc” (Le coin du Restaurant Spoerri, di Daniel Spoerri); stranianti costruzioni come la Bread House di Urs Fischer costruita con vari tipi di pane, la naturalistica Olivestone di Joseph Beuys e l’iperconsumistica Nutsy’s McDonald’s di Tom Sachs; agorafobici scatti fotografici come 99 cent II di Andreas Gursky, che scandaglia ossessivamente i comparti di un ipermercato. E il designer Joe Colombo? C’è ovviamente anche lui, fra le portate di questo rutilante menù. Col suo Set prima classe Alitalia, ha “griffato” quasi mezzo secolo fa pranzi e cene sui voli di linea. Buon (art)appetito a tutti.

Arts & Foods
Rituali dal 1851
Fino all’1 novembre, Padiglione di Expo 2015 in città, Triennale di Milano, viale Alemagna 6, Milano
tel. 02724341
Catalogo Electa, € 60


www.triennale.org

Foto: Claes Oldenburg and Coosje van Bruggen, Leaning Fork with Meatball and Spaghetti II, 1994, Photo courtesy the Oldenburg van Bruggen Studio and Pace Gallery, © 1994 Claes Oldenburg and Coosje van Bruggen, Photography by Ellen Page Wilson
Tom Wesselmann, Still LIfe #3, 1962, © Estate of Tom Wesselmann/Licensed by VAGA, NY, NY. Photo Credit: Jeffrey Sturges
Joe Colombo e Ambrogio Pozzi, Set prima classe Alitalia, 1970-1972, courtesy Alessandro Pedretti Design Collection 
 
 

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