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David Bailey. Stardust

di Stefano Bianchi

«Quella degli Anni ’60 è stata una rivoluzione. Per la prima volta, le classi non privilegiate hanno potuto dire la loro. E sono convinto che Londra, come allora, sia la migliore città del mondo». Non più "swinging", ma giù di lì. Parola di David Bailey, classe 1938, che della Swinging London è stato l’imprescindibile occhio fotografico. Talmente famoso che nel 1967 il regista Michelangelo Antonioni s’ispira a lui, nel film Blow Up, per delineare fascino e scontrosità di Thomas, il fotoreporter modaiolo interpretato da David Hemmings. Al PAC di Milano, la Stardust (polvere di stelle) è quella di attori, scrittori, musicisti, registi e fotomodelle che Bailey ha avuto modo d’incontrare non solo nella capitale inglese ma anche nei tanti viaggi in India, Australia, Papua Nuova Guinea e Sudan. Gente famosa e gente sconosciuta. Memorabile, sempre e comunque.

Nei 300 scatti fotografici esposti («Ritratti che ogni volta seleziono senza seguire un criterio temporale – a nessuno interessa in che anno Michelangelo dipinse la Cappella Sistina – ma per il semplice motivo che li ho trovo divertenti»), capaci di scardinare le regole ferree della precedente generazione di fotografi ritrattisti e di moda, Bailey ha focalizzato l'energia della “street culture” londinese creando quella freddezza “casual” che è sinonimo del suo stile. Alternando “fashion photography” e “still lives”, ecco i Rolling Stones al completo “catturati” nel ’68 ad Awebury Hill e un intrigante primo piano di Mick Jagger sottozero. Ecco John Lennon & Paul McCartney in piena epoca Beat ('65) e un tenebroso Bob Dylan di metà Eighties. Andy Warhol, invece, si è fatto ritrarre nell’esplosivo ’65 della sua Factory newyorkese, mentre Francis Bacon (come i suoi quadri) si è mostrato spontaneamente psicopatico. E accanto al progetto Democracy (2001-2005) che vede sconosciuti nudi in posa, ci sono l’inconfondibile ghigno di Jack Nicholson e Grace Jones immobile come una sfinge; Jerry Hall immortalata col fotografo “feticista” Helmut Newton e Johnny Depp all’apice del suo carisma; la modella/musa dei Sixties Jean Shrimpton e un’elettrizzante Kate Moss. Per questa mostra, David Bailey ha realizzato nuove stampe in gelatina d’argento che gli hanno permesso di rivedere ogni singola immagine cogliendo più che mai lo Zeitgeist e la vitalità della cultura moderna.

David Bailey
Stardust
Fino al 2 giugno, PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, via Palestro 14, Milano
tel. 0292800917
Catalogo Skira, € 58


www.pacmilano.it

www.tods.com/stardust

Foto: Andy Warhol, 1965
Grace Jones, 2008
Jack Nicholson, 1984
© David Bailey

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