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Steve Kaufman. Pop States of America

di Stefano Bianchi

Quel che si dice la classica botta di fortuna. A 21 anni, conosce Andy Warhol che lo promuove suo assistente alla Factory soprannominandolo SAK. E lui, a New York, si dà subito da fare aiutando il maestro a serigrafare Pop Art e organizzando feste a tema allo Studio 54 gestito da Steve Rubell e al Mudd Club. Fra una “mission” e l’altra, si mette a vendere le sue opere (disegni, dipinti, serigrafie ritoccate a mano) allo stilista Calvin Klein e trova il tempo d’incontrare Keith Haring alla School Of Visual Arts per poi mettersi in mostra, insieme, al Club 57. Steven Alan Kaufman (1960-2010), in arte Steve Kaufman, nato nel Bronx, ha attraversato il mondo dell’arte con entusiasmo e gioia di vivere. Il suo motto era Creare: «Libertà difficile da descrivere a parole», diceva. «Con la mia passione, vado in studio e mi chiedo: cosa creerò oggi?». Ha creato, rielaborato, somatizzato le icone degli Stati Uniti: la bandierastars and stripes”, Uncle Sam, la Statua della Libertà, Marilyn Monroe, Mickey Mouse, Elvis Presley, James Dean, la Coca-Cola, Superman, la Cadillac, l’Harley Davidson… E ogni singola icona (inclusa l’iconografia del Rock), come ben racconta la mostra milanese Pop States of America, Kaufman l’ha narrata e descritta per filo e per segno: lasciando esplodere i colori da “giornalista artistico” (amava definirsi così) abituato com’era a scrutare il mondo con passione e curiosità.

È stato visceralmente “popular”, colui che a 8 anni si trovò a dipingere una serie di quadri sull’Olocausto col sostegno della sinagoga ebraica del Bronx. Pop come il primo Warhol e come Ronnie Cutrone, l’altro assistente baciato dalla fortuna. Ed è stato, al pari di Andy, uno che la Big Apple l’ha presa a morsi passando dalla grafica per il programma tv Saturday Night Live, all’allestimento delle vetrine di Fiorucci; dalla realizzazione del murales Racial Harmony ad Harlem, alla creazione dell’Aids Memorial. «Ho avuto la vita di 100 uomini», ha scritto prima di morire d’infarto a Vail, in Colorado, il 12 febbraio 2010 mentre stava dando gli ultimi ritocchi a una delle sue tante, azzeccate mostre. «Mi sono goduto una gran bella vita. Quindi, per favore, non piangete per me».

Steve Kaufman
Pop States of America
Fino al 15 marzo, Barbara Frigerio Contemporary Art, via dell’Orso 12, Milano
tel. 0236593924


www.barbarafrigeriogallery.it

www.stevekaufmanart.com
 
Foto: Uncle Sam, 1999
Mickey Icon, 2007
Lady Liberty Head, Limited Edition
 

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