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Allen Jones RA

di Stefano Bianchi

«C’è ancora chi è convinto che siano mie le sculture femminili che compaiono nelle scene di A Clockwork Orange, ambientate al Korova Milk Bar. Nel 1970, dopo aver visto le mie opere in una galleria d’arte, Stanley Kubrick mi telefonò e mi disse: “Sono un famoso regista e vorrei quelle sculture nel mio film”. Gli risposi che avevano un prezzo e lui replicò: “Me le dia gratis. Le vedranno dappertutto e il suo nome non potrà che trarne vantaggio”. Depistato da tanta megalomania, rifiutai l’offerta del regista. Qualche mese dopo notai nel suo film una serie di statue piuttosto simili alle mie. Kubrick non si era arreso e le aveva commissionate a Liz Moore, già set designer di 2001: A Space Odyssey». Memorie di Allen Jones, il British Pop Artist a tripla X: quello dei tacchi a stiletto, dei collari da schiava, delle uniformi sadomaso. Mi ha raccontato l’episodio 5 anni fa, in occasione della personale milanese Aphrodite On The Catwalk da Lorenzelli Arte. I feticci d’arredo visti da Kubrick – a forma di donne, sottomesse alle più torbide fantasie maschili - erano un appendiabiti, un tavolo e una sedia: Hat Stand, Table, Chair. In fibra di vetro, datati 1969. Immaginatevi lo scandalo, all’epoca. La furia delle femministe. Ovvio che questi 3 lavori siano il “focus” di Allen Jones RA: 80 opere fra dipinti e sculture, dagli Swinging Sixties fino a oggi (godetevi lo sbalorditivo scatto fotografico di una Kate Moss strizzata nel lattex), che raccontano l’interesse dell’artista inglese per la femminilità erotica, seduttiva, “glamour”.

D’altronde, Jones era rientrato a Londra da New York con un mucchio di riviste pseudo erotiche (illustrate da Eneg e Eric Stanton) e qualche foto ritagliata da Playboy. Dopodichè aveva concretizzato quel tripudio “fetish” in sculture con teste, busti, cosce, polpacci e piedi come dettagli del desiderio. E si era messo nel ‘66 a dipingere First Step: un paio di chilometriche gambe appena velate, in equilibrio sui tacchi a spillo. In seguito, le sue donne hanno perduto la velenosa sfrontatezza degli esordi ma non quel gusto del vedo-non-vedo. Dipinte o scolpite, danzanti o alla mercè di un illusionista, si sono tramutate in divine creature sostituendo le veneri sadomaso e le pin ups da postribolo. Donne a parte, questa retrospettiva si concentra anche sugli esordi pittorici di Allen Jones, allievo della Royal Society of British Artists londinese con gli altri Young Contemporaries (Joe Tilson, Peter Blake, David Hockney, Peter Phillips, Derek Boshier, Patrick Caulfield) che come lui si dedicheranno alla Pop Art. Accanto a Bikini Baby (’62) e a Hermaphrodite (’63), influenzati dall’Espressionismo Astratto, spicca il colpo d’occhio Pop di 2nd Bus (’62) che cattura con fiammeggianti colpi di pennello e cerchi concentrici lo sfrecciare di un bus a 2 piani a Piccadilly Circus.

Allen Jones RA
Fino al 25 gennaio, Royal Academy of Arts, Burlington Gardens 6, Londra
tel. 0044-20-3008027
Catalogo Royal Academy of Arts, £ 16.95


www.royalacademy.org.uk

www.visitbritain.com

Foto: Body Armour, 2013, London, Private Collection
Chair, 1969, Private Collection
Stand In, 1991/2, Banbury, Private Collection
Images courtesy of the artist, © Allen Jones
 

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