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Terry O'Neill. Pop Icons

di Stefano Bianchi

Il suo sogno era diventare un batterista jazz. Ma una volta impugnata la macchina fotografica per conto della British Airways, incaricato a scattare immagini ai viaggiatori in transito all’aeroporto di Heathrow, non ha più smesso trasformandosi in big dell’obbiettivo. La fortuna di Terry O’Neill? Aver fotografato le icone “popular” del decennio più sconvolgente del ‘900: «Mi sono trovato nel posto giusto al momento giusto: la Londra degli Anni ’60. Avevo l’impressione che ogni giorno potesse succedere qualcosa di rivoluzionario». Nel ’63, per il Daily Sketch, immortala i Beatles negli Abbey Road Studios mentre incidono il loro primo long playing: Please Please Me. Per la prima volta, un gruppo musicale appare sulla copertina di un quotidiano britannico. Quel bianco e nero, adesso, giganteggia fra i 47 ritratti di Pop Icons che documentano lo stile fotografico di O’Neill e la sua innata capacità di entrare letteralmente a far parte delle vite di cantanti, musicisti, attori e attrici per coglierne i momenti più liberi, spontanei, informali: nel “backstage” di un concerto, dietro le quinte di un set cinematografico, trascorrendo con loro intere giornate.

Dai Fab 4, la Swinging London prende a identificarsi nei Rolling Stones ritratti ad Hanover Square, nel primo piano di Mick Jagger ai BBC Studios, in quello di Keith Richardsthe morning after”, nel volto modaiolo di Twiggy, nel “sex appeal” di Ursula Andress sul set di She. The Fire Goddess. A 26 anni, O’Neill vola a Hollywood. Michael Caine e Richard Burton gli spalancano le porte dello “star system” permettendogli di fotografare Clint Eastwood, Paul Newman, Sean Connery, Robert Redford. E a Miami, nel ’68, sorprende Frank Sinatra a passeggio circondato dalle sue guardie del corpo. Rock e popstars, anche negli Anni ’70 e ’80 vogliono esserci, apparire, raccontarsi: ecco David Bowie ed Elizabeth Taylor a Los Angeles, Bruce Springsteen sul Sunset Strip, Elvis Presley a Las Vegas, Elton John in versione Glam, Paul McCartney alle nozze londinesi di Ringo Starr… E ancora dive. Tante, splendide: Brigitte Bardot, Audrey Hepburn, Ava Gardner, Mia Farrow, Jerry Hall, Marlene Dietrich, Rachel Welch, Romy Schneider, Jane Fonda, Bianca Jagger, Isabella Rossellini e nel ’77 una solitaria Faye Dunaway, amore della sua vita, la mattina dopo aver vinto l’Oscar con Quinto Potere. L’epilogo della mostra? Non può che essere Amy Winehouse, ritratta a Londra nel 2008 prima di salire sul palco in occasione del concerto tributo ai 90 anni di Nelson Mandela. L’ennesimo, straordinario scatto di Terry O’Neill a un’icona senza tempo.

Terry O’Neill
Pop Icons
Fino al 28 settembre, Fondazione Roma Museo, Palazzo Cipolla, via del Corso 320, Roma
tel. 0698373328

www.mostraterryoneill.it

www.fondazioneroma.it

Foto: David Bowie ed Elizabeth Taylor a casa del regista George Cukor, Los Angeles, 1975
Audrey Hepburn sul set di Come rubare un milione di dollari e vivere felici, Parigi, 1966
Bruce Springsteen a passeggio lungo Sunset Strip, Los Angeles, 1975
© Terry O'Neill

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