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Martin Parr: Paris

di Stefano Bianchi

È il fotoreporter del mordi-e-fuggi turistico, dei “blitz” nelle metropoli col cronometro in mano, degli esploratori per caso, dei corpi cellulitici che si rosolano al sole, dei bagnanti “spiaggiati”. L’inglese Martin Parr, classe 1952, ha debuttato ritraendo i poveri cristi di Manchester per poi svelarsi velenoso testimone dell’era di Margaret Thatcher. E dopo aver messo a fuoco il kitsch del sublime/ordinario di persone, cose e case della “middle class”, nella riuscitissima mostra Planète Parr ha inscenato la globalizzazione del cattivo gusto fra ricchi buzzurri moscoviti e forzati del turismo di massa. Mancava giusto Parigi, alla sua “collezione”. Quando la Maison Européenne de la Photographie l’ha invitato a fotografare la Ville Lumière, non s’è lasciato sfuggire la “chance” e ha immortalato in 2 anni parigini e parigine, tsunami turistici e “souvenirs” esposti in vetrina (a proposito: Parr è un compulsivo raccoglitore di paccottiglia, cartoline, oggetti assurdi) intrecciando alti e bassi umorali e culturali.

È andato sulle Champs-Élysées, ha effigiato “le bal des pompiers” del 14 luglio, pizzicato i “défilés de mode”, setacciato la sudatissima Paris Plage lungo la Senna, scandagliato musei, fiere d’arte, il salone aeronautico di Bourget, quello dell’agricoltura… C’è di tutto, in questi 60 scatti: l’orda di turisti che si trasforma in fotografico plotone d’esecuzione, davanti alla Gioconda del Louvre; turisti a pioggia, in chilometrica fila sotto gli ombrelli, che prima o poi riusciranno a entrare nella cattedrale di Notre-Dame; una “madame” nerovestita e marchiata Chanel, alla Semaine de la Mode; un mare di islamici in preghiera, nel bel mezzo del quartiere Goutte d’Or… E poi, direbbe il poeta Guido Gozzano, ecco “le buone cose di pessimo gusto”: 2 “oeufs à la coque”, un’impilata di Tour Eiffel sberluccicanti… «Ciò che esploro è la differenza tra la mitologia del luogo e la sua realtà», ha dichiarato Martin Parr. «Scatto foto serie travestite da intrattenimento. Fa parte del mio mantra». E anche di Paris, ennesimo “calembour” del suo genio.

Martin Parr
Paris
Fino al 25 maggio, Maison Européenne de la Photographie, rue de Fourcy 5/7, Parigi
tel. 0033-1-44787500
Catalogo Éditions Xavier Barral, € 35


www.mep-fr.org

www.martinparr.com

www.franceguide.com

Foto: Fashion Week, 2013
Paris, 2012
Le Louvre, 2012
© Martin Parr/Magnum Photos/Galerie kamel mennour


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