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The Irascibles
Twentyseven by Pollock
Untitled by Rothko
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Pollock e gli Irascibili

di Stefano Bianchi

L’icona dell’Action Painting, l’”hipster” del Wyoming scomparso l’11 agosto 1956 a 44 anni - ubriaco fradicio come al solito - nello schianto della sua auto contro un albero, è il protagonista di Pollock e gli Irascibili – La Scuola di New York che propone 49 dipinti provenienti dal Whitney Museum. Capolavori dell’Espressionismo Astratto elaborati da 26 mattatori del segno rivoluzionario, energico e sperimentale eseguito con la tecnica della sgocciolatura (“dripping”) o con un’ampia e morbida stesura dei colori. Perché Irascibili? Nella primavera del ‘50, il Metropolitan Museum annuncia un’importante esposizione dedicata all’arte contemporanea americana. Dall’elenco degli artisti vengono depennati 18 “action painters”: i quali, capitanati da Barnett Newman, il 20 maggio firmano una lettera di protesta da indirizzare a Roland L. Redmond, presidente del museo. Nascono (è il quotidiano Herald Tribune a battezzarli così) The Irascibles. Irascibili che il 24 novembre, in 15, si danno appuntamento in uno studio sulla 44° Strada. Nina Leen, fotografa di Life, li ritrae provocatoriamente vestiti da banchieri. Accanto a Newman e a Jackson Pollock, nello scatto ci sono Willem de Kooning, Mark Rothko, Robert Motherwell, Adolph Gottlieb, William Baziotes, James Brooks, Bradley Walker Tomlin, Jimmy Ernst, Ad Reinhardt, Richard Pousette-Dart, Theodoros Stamos, Clyfford Still e Hedda Stern.

Number 27 di Pollock è la “star” di questa mostra che chiama a raccolta lavori eseguiti dalla fine degli Anni ‘30 alla metà dei ‘60. Dipinto “monstre” lungo quasi 3 metri, sgocciolante e cromaticamente esplosivo, è uno dei primi esempi d’astrattismo compiuto e insieme improvvisativo. Accanto, spiccano il “dripping” ugualmente datato 1950 di Number 17 e la serie antecedente di lavori su carta che riflettono il travaglio psichico dell’artista. Poi, da Pollock in avanti, lasciatevi soggiogare da colori abbaglianti e plumbee vie di fuga; fatevi guidare dall’improvvisazione “jazzistica” delle sgocciolature e dal rigore “classico/sinfonico” del “color field”, spaziando dalla gestualità “dark” di Franz Kline e James Brooks, alle stratificazioni materiche di Robert Motherwell, Clyfford Still, Theodoros Stamos e Alfonso Ossorio; dai rettangoli cromatici di Mark Rothko, agli astrattismi di Willem de Kooning; dalle linee verticali di Barnett Newman che spezzano i monocròmi, al mix astratto/figurativo di Arshile Gorky; dai caleidoscopici effetti di Hans Hofmann, Morris Louis, Philip Guston e Richard Pousette-Dart, alle spettacolarizzazioni del colore di Sam Francis e Jack Tworkov; dalla pittura calligrafica di Mark Tobey, alle geometrie di Bradley Walker Tomlin; dal minimalismo di Ad Reinhardt, agli elementi circolari e alle linee sinuose di Adolph Gottlieb; dalle tridimensionali sculture di David Smith, agli esseri biomorfici di William Baziotes, fino alle pitture d’azione al femminile di Lee Krasner (moglie di Pollock), Helen Frankenthaler e Hedda Sterne. Immedesimatevi in questa potenza fisica e spirituale fatta di segni, graffi e ipotesi figurative. Comprenderete la creativa ”irascibilità” di questi artisti che scandirono l’America del dopoguerra e influenzarono l’arte moderna di tutto il resto del mondo.

Pollock e gli Irascibili
La Scuola di New York
Fino al 16 febbraio, Palazzo Reale, Piazza Duomo 12, Milano
tel. 0254913
Catalogo 24 Ore Cultura, € 39


www.mostrapollock.it

www.ticket.it/pollock

Foto: Nina Leen, The Irascibles, 1951, Time Life Pictures, © Getty Images
Jackson Pollock, Number 27, 1950, © Jackson Pollock by SIAE 2013, © Whitney Museum of American Art
Mark Rothko, Untitled (Blue, Yellow, Green on Red), 1954, © Whitney Museum of American Art, © Kate Rothko Prizel & Christopher Rothko by SIAE 2013
 
       



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