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Kennedy 1963
Nasser 1963
Mao Tze Tung 1964
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Sergio Lombardo. Uomini politici 1961-1964

di Stefano Bianchi

Alla fine degli Anni ’50, si mette a incollare cartoncini sulla tela ordinandoli secondo uno schema logico. Poi li vernicia a smalto lucido e li intitola Monocromi. Romano, classe 1939, Sergio Lombardo inizia così: freddamente, scientificamente, intellettualmente. Quando nascono gli Anni ’60, si mette a osservare chi gesticola con le mani, chi si accende una sigaretta, chi accavalla le gambe. Concentrandosi sui comportamenti-tipo, l’artista della Scuola di Piazza del Popolo dipinge i Gesti Tipici dei “leaders” politici elaborando una Pop Art colta e personalissima. «Questi personaggi in bianco e nero, queste macchie di grigi impastati per cause meccaniche», ha spiegato, «mostravano la nuova estetica dell’industria, della stampa meccanica. Erano fondamentalmente forme astratte e ripetibili, che contrastavano macroscopicamente con le figure realistiche dipinte a olio dai pittori figurativi».

Fra il ’61 e il ’63, nere come la pece, ecco le sagome dell’Uomo politico con gesto retorico, di Adenauer e Nenni impegnati a questionare, di un pensoso JFK e dei gesticolanti, autoritari e aggressivi Rockefeller, Nasser e Nikita Krusciov. «Molti visitatori si sentivano a disagio, e alcuni mi dissero che avevano sognato i Gesti Tipici per settimane». Sagome umane, infatti. Inquietanti e affascinanti. Plumbee pedine dello scacchiere politico mondiale che Lombardo ricava da giornali, rotocalchi, spezzoni di filmati, fotografie. Ombre cinesi di un’arte Pop legata di volta in volta alla crisi cubana, alla guerra, alla pace, ai comizi elettorali, che a 50 anni dalla prima personale alla Galleria La Tartaruga di Roma e a 9 dalla mostra milanese da Mudima riempiono le pareti di Luca Tommasi Arte Contemporanea insieme ai “blitz” cromatici: «Nell’aprile del 1963 iniziai a dipingere facce, soprattutto di uomini politici, impiegando una tecnica simile a quella dei Gesti Tipici, ma utilizzando smalti industriali colorati. La sagoma non riproduceva più il profilo esterno della figura, ma quello delle zone interne del volto». Uomini politici a colori. Squillanti. Kennedy e Mao che si fanno somaticamente riconoscere. Primissimi piani, dove le zone di luce si separano dalle zone d’ombra. Tutte queste, sono seduzioni di massa. Nel nome della P(r)opaganda.

Sergio Lombardo
Uomini politici 1961-1964
Fino al 16 novembre, Luca Tommasi Arte Contemporanea, via Tadino 15, Milano
tel. 335242433
Catalogo Silvana Editoriale


www.lucatommasi.it

www.sergiolombardo.it

Foto: Kennedy, 1963
Senza titolo (Nasser), 1963
Mao Tze Tung, 1964
 

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