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In the spirit of Fluxus
Ring by Ben
Le Fluxus Café
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Fondation du Doute

di Stefano Bianchi

Osservate con attenzione i suoi “calembours” d’arte. Sarete catapultati dentro un mondo affollato di paradossi, umorismi, sarcasmi, giocattoli, manichini, stoviglie, maschere... Astrattista negli Anni ’50, quasi nouveau réaliste (a un tiro di schioppo da Arman e Spoerri) e istrione del gruppo Fluxus nei ’60, Benjamin Vautier detto Ben, classe 1935, è un insieme tattile di parole, concetti e “gags” che si rincorrono fino allo sfinimento. Fonti ispirative di questo pittore, scultore, affabulatore, depistatore, dialettico degli opposti nato napoletano, nizzardo d’adozione: John Cage, Dada e Marcel Duchamp. Sintomatici, soprattutto, i suoi “slogans” verniciati di bianco in bella grafìa su tele nere, rosse, azzurre: “je suis célèbre”, “on est tous ego”, “j’aime le nouveau”, “l’art mange l’art”… Mancava un tetto definitivo, all’arte depistante di Ben. Qualcosa che non fosse né museo e tantomeno centro artistico, bensì un luogo speciale dove potesse regnare incontrastato lo spirito Fluxus. Detto e fatto. A Blois è nata la Fondation du doute che raccoglie su 2 piani 300 opere di 40 artisti più documenti, archivi e filmati Fluxus (ma anche «para e post Fluxus», garantisce il geniale mattatore) frutto della sua raccolta personale o giunti fin qui grazie alla complicità di artisti e collezionisti, fra cui Gino Di Maggio.

Prima di raggiungere la Fondation, durante il cammino sarete interpellati dal "perfido" Vautier: decine di domande stampate su targhe affisse nelle strade o nei luoghi emblematici della cittadina francese, troveranno le loro risposte al Fluxus Café. Giunti a destinazione oltrepasserete la Cour du doute, il Mur des mots coi suoi 300 dipinti-messaggi ed entrerete negli spazi espositivi. Direttamente al secondo piano, dove sono riunite su una grande piattaforma aperta opere di George Maciunas (fondatore Fluxus), George Brecht, Yoko Ono, John Cage, Robert Filliou, Joseph Beuys, Ben Patterson, Daniel Spoerri, La Monte Young… Scendendo al primo piano, deambulerete di sala in sala come in un labirinto scoprendo di volta in volta lavori di Nam June Paik, Allan Kaprow, Wolf Vostell, Philipp Corner e dello stesso Ben. La Fondation du doute è installata nel cuore di un polo d’insegnamento artistico. Gli “ateliers” della scuola d’arte, infatti, occupano alcune sale, mentre il conservatorio provinciale è interconnesso con gli spazi e l’auditorium è situato nel cortile del padiglione. Il tutto, per dare vita a un’attività d’insegnamento forte e animata. Come Ben Vautier. Perché “tout le monde ne peut pas être un génie” (ognuno non può essere un genio), e d’altronde “mon plus grand souci, c’est moi” (la mia più grande preoccupazione, sono io).
 
Fondation du doute
rue de la Paix, Blois
tel. 0033-2-54553740

www.fondationdudoute.fr

www.ben-vautier.com

www.franceguide.com

Foto: In the spirit of Fluxus, 1966/1992, © Eva Vautier
Ring créer c’est douter/douter c’est créer, 2011, © Fondation du doute
Le Fluxus Café – Fondation du doute, © Jean-Philippe Thibault – Ville de Blois



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