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Musée Jean Cocteau

di Cris Thellung

L'11 ottobre di 50 anni fa moriva vicino a Parigi Jean Cocteau, artista sublime che ha lasciato un segno indelebile nella storia della cultura europea del ‘900. Potremmo definirlo poeta versatile: che ha lavorato come saggista, drammaturgo, sceneggiatore, disegnatore, pittore, scrittore, librettista, regista e attore, realizzando migliaia di opere durante i suoi 74 anni di vita (era nato a Maisons-Laffitte il 5 luglio 1889). Di lui sono facili da ricordare i lavori che l’hanno fatto conoscere a livello internazionale: dal romanzo I ragazzi terribili (1929), alla rappresentazione teatrale La voce umana (‘30), fino al film La bella e la bestia (‘46). Nel 1912, Marcel Proust gli scrive: “Muoio di gelosia nel vedere come nei suoi straordinari pezzi su Parigi lei sappia evocare delle cose che io ho sentito e sono riuscito a esprimere solo in modo assai pallido”. A Mentone, in Costa Azzurra, dal 2011 c’è il museo a lui dedicato che l’architetto di origini italiane Rudy Ricciotti ha voluto far somigliare a un bizzarro, immacolato animale marino: 2.700 metri quadri che custodiscono più di 2.000 opere realizzate dagli Anni ’10 agli Anni ‘50 fra dipinti, disegni, ceramiche, arazzi, gioielli, fotografie, registrazioni audio e filmati.

Accanto ai capolavori che ne scandiscono la genialità, la Collection Séverin Wunderman (il mecenate ebreo che ha donato alla cittadina francese questo inestimabile tesoro) svela l'uomo Cocteau attraverso ritratti e testimonianze di amici artisti quali Pablo Picasso, Amedeo Modigliani, Giorgio De Chirico, Joan Miró e Fujita, nonché 360 lavori dedicati all'attrice teatrale Sarah Bernhardt, per la quale l’artista coniò il termine "monstre sacré". La visita al Musée Jean Cocteau, può essere il punto di partenza di un percorso più ampio nei luoghi a lui più cari. Cap Ferrat, ad esempio, dove potrete visitare la Villa Santo Sospir tanto amata da farne il luogo prediletto per la villeggiatura. E quasi a voler giustificare l’operosità che anche qui gli ha consentito di elaborare pregevoli lavori, Cocteau era solito dire: «Le pareti bianche e nude della villa mi hanno gridato il loro silenzio. Avevo un desiderio: vestirle». E proprio da qui, vale la pena raggiungere Villefranche-sur-Mer per una visita alla Chapelle Saint-Pierre, molto amata dai pescatori e impreziosita da Jean con decorazioni di grande pregio. È davvero incantevole questo viaggio fatto d'arte, cultura e natura. Magari un po' surreale, come tanto amava il nostro “poète éclectique”.

Musée Jean Cocteau
Collection Séverin Wunderman
quai de Monléon 2, Mentone
tel. 0033-4-89815250

 
www.museecocteaumenton.fr

www.jeancocteau.com

www.tourisme-menton.fr

Foto: © Roland Halbe
© Patrick Varotto


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