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Paolo De Biasi. Stop Making Sense Vol. 2

di Stefano Bianchi

Mi erano piaciuti subito, i collages su tela di Paolo De Biasi. Così sarcastici e “glamour”, erano abitati da claustrofobici personaggi che si muovevano all’interno di un perimetro. Il tutto andava in scena post-Surrealisticamente (ma anche in chiave Pop Art, stile Errò) nella personale ABCD, Able Baker Charlie Dog, all’Area B di Milano, con tanto di dettagli “kitsch” e “vintage”. Ora (nella stessa galleria d’arte, citando con un guizzo di genio i Talking Heads) è il turno di Stop Making Sense Vol. 2 che segue il Vol. 1 presentato a febbraio nella prima edizione di Flash Art Event. E il collage, stavolta, manuale o digitale che sia, nasce riflettendo su una frase di Sheldon Kopp, autore di Se incontri il Budda per strada uccidilo. L’idea, cioè, che il nostro sia un “universo casuale al quale noi apportiamo un significato”, ha suggerito a De Biasi un parallelismo col suo lavoro.

Al posto del flusso narrativo, di conseguenza, a evidenziarsi è la totale libertà d’espressione e di forma. Per cui, il senso non va tanto ricercato nel risultato finale quanto nel cammino compiuto tentando di raggiungerlo. Le nuove immagini, quindi, mixano elementi contraddittori e apparentemente lontani fra loro innescando un processo che «non vuole essere un taglio con il passato, ma vuole anzi lasciare spazio a tutte le forze in gioco», puntualizza l’artista veneto. E allora che gioco sia, fra lampadari e tessuti a righe al posto dei volti, “silhouettes” modaiole dalle chiome “phonate”, grancasse che sostituiscono i corpi, uomini imbrillantinati e “zebrati” che siedono sul top del design… D’altronde, sostiene De Biasi, «mess is more». Grande, insomma, è la confusione sotto il cielo.

Paolo De Biasi
Stop Making Sense Vol. 2
Fino al 26 luglio, Area B, via Cesare Balbo 3, Milano
tel. 0258316316

    
www.areab.org

Foto: Collage, 2013

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