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Andy Mouse New Coke
Untitled 1982
Untitled 1988
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Keith Haring. The Political Line

di Stefano Bianchi

Provate per una volta a spingervi oltre la superficie degli “ideogrammi pop” di Keith Haring (1958-1990). Scavate sotto le sue icone (bimbi radianti, cani abbaianti, piramidi, televisori, dischi volanti…) e scoprirete che la sua troppo breve vita è stata un grumo di battaglie sociali, civili e politiche. Ogni volta che s’è trovato ad affrontare temi drammatici, ha prodotto un capolavoro. E di capolavori è piena la doppia retrospettiva parigina The Political Line: 250 lavori su tela, carta, tela cerata e vetroresina al Musée d’Art Moderne; una ventina di opere monumentali al Centquatre. Haring, alla fine degli Anni ’70, abbozza figure per poi spruzzarle di vernice rosso sangue. Sono i primi segnali ribelli contro il Sistema, che anticipano i “subway drawings” tracciati col gessetto nelle stazioni della metropolitana newyorkese e i “collages” di parole ritagliate dai quotidiani e ricomposte (alla maniera del “cut-up” di William Burroughs) in titoli provocatori come Reagan: Ready To Kill. Ogni immagine, da qui in avanti, equivarrà a una denuncia che questa mostra declina tema per tema.
 
The Individual Against The State, prima sezione, è il lucido racconto di una società che intrappola l’uomo costringendolo alla resa. Ma fra quegli omuncoli senza volto assaliti da cani ululanti o lacerati da mani giganti, c’è la certezza che ciascun individuo saprà conquistarsi l’agognata libertà. La critica allo strapotere dell’America e del dio dollaro scandisce velenosamente Capitalism, con un mostro finanziario che divora i cittadini e Mickey Mouse che si trasforma in Andy Mouse (metà Warhol, metà Topolino) per denunciare il consumismo bulimico. In Religion, con feroce brutalità, le croci penetrano attraverso i corpi. E in un dipinto del 1985, una Bibbia brucia lasciando fuoriuscire serpenti dalle fiamme. Gran parte del male, è il ragionamento di Keith Haring, viene compiuto nel nome del bene da religiosi, falsi profeti, fottuti artisti, politici, affaristi. E se in Mass Media la dittatura tecnologica uccide la creatività sostituendo teste e cervelli con televisori e computers, Racism è l’atto d’accusa contro le discriminazioni in un mondo oppresso dal colonialismo, dalla guerra in Vietnam, dall’apartheid in Sudafrica. È qui che la potenza pittorica, simboleggiata dalla malvagità dell’uomo bianco, si fa più violenta e sanguinaria. Si passa poi alle opere infernali di Ecocide, Nuclear Threat, Apocalypse che vedono il graffitista scagliarsi contro l’inquinamento, il nucleare, la deforestazione selvaggia. Paventando la fine dell’umanità, si susseguono funghi atomici, mostruose creature, sovraffollamenti umani e animali all’apocalittica maniera di Hieronymus Bosch. Nel ‘78, quando da Pittsburgh si trasferisce a New York, Haring non fa più mistero della propria omosessualità. E la “sex life”, senza freni inibitori, irrompe nei suoi quadri. Sicchè il capitolo finale, Last Works: Sex, Aids and Death, non solo racconta la sua battaglia contro l’Aids (scopre di essere sieropositivo nell’88) ma esprime il bisogno di comunicare alla collettività l’importanza di rapporti sessuali protetti. Sesso sicuro e religione, inframezzati da sculture “oversize”, giganteggiano anche al Centquatre. Di fronte al ciclo pittorico The Ten Commandments, realizzato nell’85 al Musée d’Art Contemporain di Bordeaux in soli 3 giorni di frenetico lavoro, ci si trova soggiogati. 10 pannelli di 5 metri x 8, evocano i biblici comandamenti in un avvicendarsi di peccati e peccatori, sesso ingordo, banconote che transitano di mano in mano, schermi tv che tentano e blandiscono. È l’ennesimo capolavoro di The Political Line. Lontano anni luce da quell’arte-in-gadget che ha fatto conoscere Keith Haring al grande pubblico.

 

 

 


Keith Haring
The Political Line
Fino al 18 agosto

 
Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, avenue du Président Wilson 11, Parigi
tel. 0033-1-53674000

 
Le Centquatre, rue Curial 5, Parigi
tel. 0033-1-53355000

 
Catalogo Editions Paris Musées, € 34

www.mam.paris.fr

www.104.fr

www.haring.com

www.franceguide.com

Foto: Andy Mouse – New Coke, 1985, Courtesy Galerie Gmurzynska
Untitled, 1982, Collection de Sheikha bint Hamdan Al Nahyan, Abou Dabi, Emirats Arabes Unis
Untitled, 1988, Collection Keith Haring Foundation
© Keith Haring Foundation


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