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Atsuko Tanaka
Nasaka e Yoshihara
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Gutai: Splendid Playground

di Stefano Bianchi

Chi ha sgocciolato per primo i colori sulla tela? L’americano Jackson Pollock o il giapponese Kazuo Shiraga? Nel maggio del 1957, in una galleria d’arte di Osaka, Shiraga camuffato da Pinocchio si fa sospendere con una corda al soffitto. Volteggiando, disperde pittura a olio su un pezzo di carta appoggiato al pavimento. Si mette a fare, a tutti gli effetti, Action Painting. Pollock, già virtuoso del “dripping” prima che nascesse il gruppo Gutai, conosceva bene Shiraga e quei geniali nipponici per averne letto il manifesto sulla rivista Geijutsu Shincho, soffermandosi in particolare sul passaggio che recitava “i nostri lavori sono il risultato di una ricerca di possibilità per portare il materiale in vita. Speriamo che le nostre esibizioni Gutai abbiano sempre uno spirito fresco e che la scoperta di nuova vita aiuterà i materiali a risorgere".

Gutai (“concretezza”) in mostra a New York, mette in scena la creatività ispirata allo spirito zen dell’avanguardistico gruppo fondato nel 1954, ad Ashiya, da Jiro Yoshihara. Contando sul talento di 59 artisti fra cui Shozo Shimamoto, Kagaku Murakami, lo stesso Shiraga, Atsuko Tanaka, Sadamasa Motonaga, Akira Kanayama, Michio Yoshibara e Toshio Yoshida, fino al ’72 Gutai infrange le barriere fra arte, pubblico e quotidianità ingaggiando sfide che abbracciano “tecniche” come pittura, calligrafismo, “happenings”, azioni e improvvisazioni. Sulle rampe del Guggenheim Museum, 150 opere di 25 artisti danno così vita a 6 sezioni cronologiche e tematiche: Play: An Uninhibited Act, Concept: Can a Piece of Cloth Be a Work of Art?, Network: To Introduce Our Works to the World, The Concrete: The Scream of Matter Itself, Performance Painting: Pictures with Time and Space, Environment: Gutai Art for the Space Age. Accanto a lavori storici come l’Electric Dress fatto di luci al neon e lampadine indossato in una “performance” da Atsuko Tanaka, l’erotizzante macchina/scultura Bisexual Flower di Minoru Yoshida e l’armatura gigante di Senkichiro Nasaka composta da tubi idraulici in alluminio, spiccano i cosiddetti “performance paintings” di Saburo Murakami, che lanciava palle intinte nell’inchiostro; Shozo Shimamoto, che praticava buchi sulla carta dipinta; Kazuo Shiraga, che dipingeva coi piedi nudi sul pavimento concretizzando l’atto creativo come uno “splendid playground”. Uno splendido parco giochi.

Gutai: Splendid Playground
Fino all’8 maggio, Solomon R. Guggenheim Museum, 1071 Fifth Avenue, New York
tel. 001-212-4233587
Catalogo Guggenheim Museum Publications, $ 65


www.guggenheim.org

Foto: Atsuko Tanaka, Electric Dress, 1956 (refabricated 1986), Takamatsu City Museum of Art, Japan, © Itō Ryōji, courtesy Takamatsu City Museum of Art
Senkichiro Nasaka and Michio Yoshihara, Work, 1970, © Senkichiro Nasaka, Naomi Yoshihara and the former members of the Gutai Art Association, courtesy Museum of Osaka University
Kazuo Shiraga, Work II, 1958, Hyogo Prefectural Museum of Art, Kobe, © Shiraga Hisao, courtesy Hyogo Prefectural Museum of Art

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