Coolmag - art

Omino coi baffi
La Linea
Caio Gregorio
home - art




La Fabbrica di Carosello

di Stefano Bianchi

Dal 3 febbraio 1957 al 1° gennaio 1977, puntuale ogni sera alle 20.50 dopo il Telegiornale (tranne il Venerdì Santo e il 2 novembre), andava in onda Carosello. Per 10 minuti, con 4 pubblicità che nel ’61 diverranno 5 per soddisfare la domanda crescente degli inserzionisti. Ogni episodio, girato in 35 millimetri, doveva tassativamente durare 2 minuti e 15 secondi, tradotti in 64 metri e 26 centimetri di pellicola. La prima parte, spettacolare, non poteva in alcun modo pubblicizzare la marca che veniva concentrata nel “codino”: i 35 secondi finali. All’appuntamento in bianco e nero del fatidico slogan “…e dopo Carosello, tutti a nanna” che trasformò la “réclame” (allora si chiamava così) in arte, il WOW Spazio Fumetto di Milano dedica la scintillante mostra-evento La Fabbrica di Carosello con un tripudio di pupazzi, modellini, sagome, giochi, dischi, bozzetti, disegni originali, cimeli, giornali dell’epoca, documenti d’archivio, lettere private e ovviamente tanti “caroselli” (in totale ne furono trasmessi 7.261) da vedere e rivedere.

Oltre ai cartoni animati (in “pole position” ci sono, fra gli altri, il pulcino Calimero dei fratelli Nino e Toni Pagot, la Linea di Osvaldo Cavandoli, Caballero & Carmencita di Armando Testa, Unca Dunca di Bruno Bozzetto, l’Omino coi baffi di Paul Campani e Max Massimino-Garnier, Gregorio er guardiano der Pretorio di Gino e Roberto Gavioli, Susanna tutta panna, la Mucca Carolina e gli abitanti del Pianeta Papalla) non mancano protagonisti come il regista Luciano Emmer, il giornalista e scrittore Marcello Marchesi (l’uomo di mezz’età), Gino Cervi col brandy Vecchia Romagna e il tascabile supereroe Sorbolik, il Tenente Sheridan, Ernesto Calindri con l’inseparabile bicchiere di Cynar, Tino Scotti e i confetti Falqui (“basta la parola!”), Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello, Alberto Sordi, Peppino De Filippo, il Quartetto Cetra, Franco Cerri l’uomo in ammollo”, Carlo Dapporto e il “sorriso Durban’s”, Virna Lisi che “con quel sorriso può dire ciò che vuole”, Mimmo Craig e l’Olio Sasso (“la pancia non c’è più!”). In 20 anni di vita in tivù, Carosello è stato sospeso dal 9 all’11 ottobre 1958 per la morte di Papa Pio XII; dal 31 maggio al 6 giugno 1963 per l’agonia e la morte di Papa Giovanni XXIII; il 22 novembre dello stesso anno per l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy; il 5 giugno 1968 per l’uccisione di Bob Kennedy; dal 12 al 15 dicembre 1969 per la strage di Piazza Fontana, a Milano; il 9 febbraio 1971 per un collegamento via satellite sull’ammaraggio dell’Apollo 14.
 
La Fabbrica di Carosello
La pubblicità che unì l’Italia
Fino al 14 aprile, WOW Spazio Fumetto, viale Campania 12, Milano
tel. 0249524744/45


www.museowow.it

Foto: Paul Campani e Max Massimino-Garnier, Omino coi baffi, Bialetti, 1958
Osvaldo Cavandoli, La Linea, Lagostina, 1971
Gino e Roberto Gavioli, Caio Gregorio er guardiano der Pretorio, Rhodiatoce, 1959
© WOW Spazio Fumetto

stampa

coolmag