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Freedom Not Genius

di Stefano Bianchi

Cosa potrà mai collezionare l’ex boss degli YBAs (Young British Artists) che ha imprigionato in una teca di cristallo la testa d’una mucca e un pugno di ronzanti mosche, immerso nella formaldeide uno squalo “kolossal” a fauci spalancate, tempestato un teschio di diamanti? Ovvio, la Morte. Con tanto di “ticket” con la locuzione Memento mori. Cioè Ricordati che devi morire. Si chiama Murderme Collection l’insieme di opere che Damien Hirst ha iniziato a raccogliere alla fine degli Anni ’80. Collezione fatale, che fa tetra mostra di sé alla Pinacoteca Agnelli per la gioia dell’egocentrico artista di Bristol. Sentitelo: «Questa collezione è stata importante fin dall’inizio. Ho sempre detto che equivale a fare una mappa della vita di qualcuno e questa mostra svela la mia evoluzione: sia come collezionista, sia come artista. Credo che Freedom Not Genius racconti molto di me, in un modo che altrimenti non si vedrebbe. Raggruppare in un unico spazio opere che appartengono a epoche e luoghi così diversi, oltre che incredibile dice qualcosa su ciò che si è rivelato importante per l’umanità, per gli artisti e per il sottoscritto».
 
Partendo dalla Nature morte au crâne et pot di Pablo Picasso, questa Wunderkammer tinta di “dark” che inanella maschere funebri, antichità e dipinti di “vanitas” settecenteschi, fotografie “vintage” e calchi di teschi d’ogni epoca possibile, si concentra soprattutto su 100 lavori di 50 artisti (fra cui Franz Auerbach, Francis Bacon, Alberto Giacometti, Mario Merz, Bruce Nauman, Richard Prince e Andy Warhol, in dialogo con Banksy, John Currin, Tracey Emin, Angus Fairhurst, Sarah Lucas, Rachel Whiteread e altri notabili della generazione successiva) che la Morte l’hanno evocata e sottintesa, adulata e sbeffeggiata. Vedi il dublinese Francis Bacon, con un autoritratto da brividi e vertigini; il coreano Hyungkoo Lee, che ha raffigurato 2 scheletri non ben identificati intitolandoli Felis Animatus & Leiothrix Lutea Animatus; il britannico Angus Fairhurst, scultore d’un teschio in plastica bucherellato; il panamense Richard Prince, con la sua infermiera in mascherina antivirus (Hurricane Nurse). E poi gatti, scimmioni, elefanti, farfalle e tutto il resto del bestiario impagliato/imbalsamato/dissezionato… «Collezionare è come raccogliere oggetti portati a riva sulla spiaggia. E quel posto sei tu. Quando poi muori, tutto sarà di nuovo portato via». Parola di Damien Hirst. E così sia.

Freedom Not Genius
Opere dalla Collezione Murderme di Damien Hirst
Fino al 10 marzo, Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, via Nizza 230, Torino
tel. 0110062713
Catalogo Pinacoteca Agnelli e Other Criteria, € 85  


www.pinacoteca-agnelli.it

www.damienhirst.com

Foto: Colin Lowe, You Will Never Forget Me, 2007, © Colin Lowe
Angus Fairhurst, Reduced In A Circular Formation, 2005, © The Estate of Angus Fairhurst, courtesy Sadie Coles HQ, London
Michael Joo, Stripped (Instinctual), 2005, © Michael Joo, courtesy Blain/Southern, photo credit: Tom Powel Imaging
 

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