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La Motorizzata
Hercule Foxile
12 F
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Gianni Bertini. Macchine del tempo

di Stefano Bianchi

Ovviamente, da studioso e appassionato di Pop Art, il Gianni Bertini che apprezzo di più è quello degli Anni ’60 e ’70 che ritagliava fotografie dai rotocalchi, le disponeva a “collage” e seguendo i procedimenti della mechanical-art le riportava su tela o metallo per poi effettuare nitidi interventi pittorici. Sono più che mai spettacolari quei suoi quadri che scandiscono il mondo beat e la società dei consumi intrecciando fotomodelle, auto sportive e motociclette (sintomatica La Motorizzata) in un andirivieni di curve pericolose (femminili e stradali), bandiere a scacchi, acconciature modaiole e minigonne. Ad osservarle meglio, le sue protagoniste sono donne-macchine, “pin-ups” tecnologiche, veneri vestite d’ingranaggi. Quelle opere ammiccanti e gareggianti (guardandole si ha la sensazione di percepire lo stridìo dei freni, la sgommata sull’asfalto) rappresentano l’atto finale, l’elaborazione definitiva delle Macchine del tempo esposte alla Galleria Colossi Arte Contemporanea di Brescia.

Ben prima del boom economico e degli anni di piombo, l’artista pisano (1922-2010) ha infatti indagato, somatizzato e metabolizzato velocità, traiettorie, prospettive, segni e linee: “Voglio comunicare quelle ‘emozioni visive’ di quei fatti cosmici, siderei, scientifici o meccanici, che mi sembra abbiano ad essere il fulcro essenziale del nostro tempo”, scrive nel ’51. All’epoca, Bertini aderisce al MAC (Movimento Arte Concreta) fondendo astrattismo e motivi grafici per contrapporre punto-linea, positivo-negativo, bianco-nero. Poi, con Enrico Baj e Sergio Dangelo si accosta al Movimento Arte Nucleare personalizzando un linguaggio informale fatto di filamenti, macchie, sgocciolature. Ma quella materia densa e magmatica (testimoniata dall’incendiaria potenza di 12 F) cede rapidamente il passo a forme meccaniche, frammenti di motore, colori che si evidenziano e linee che si precisano. A svelarsi, in lavori come Hercule Foxile, è una convincente reinterpretazione del Futurismo caro a Giacomo Balla, Fortunato Depero ed Enrico Prampolini. A deflagrare è il dinamismo, il rombar dei motori, il ritmo assordante degli ingranaggi. Come sosteneva il critico d’arte francese Pierre Restany, «le opere di Gianni Bertini colgono l'andamento del motore dinamico del mondo, l'energia cosmica, la quintessenza reale della vita».

Gianni Bertini
Macchine del tempo
Fino al 20 gennaio 2013, Galleria Colossi Arte Contemporanea, Corsia del Gambero 12/13, Brescia
tel. 0303758583


www.colossiarte.it

www.archiviogiannibertini.org

Foto: La Motorizzata, 1975
Hercule Foxile, 1956
12 F, 1952


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