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The Litanies Of Payton
Memory Carbon
Doom Loop #18
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Tim Biskup. Excavation

di Stefano Bianchi

Fra i primi pittori contemporanei a meritarsi la “benedizione” di Juxtapoz, la rivista americana fondata nel 1994 da Robert Williams con lo scopo di “archiviare” tutto ciò che è metropolitano, alternativo e “underground”, il californiano Tim Biskup (classe 1967) si rifà all’illustrazione Anni ’50 (nello specifico a Jim Flora, autore di copertine di dischi e libri per l’infanzia) e transita con disinvoltura dai “characters” cubisti al Modpop (Modernism & Pop Art), intreccio in “technicolor” che scandisce i suoi arabeschi e i fiori che rendono omaggio a Paul Klee e Joan Miró. Biskup è straordinario: sia quando raffigura metamorfici “cartoons”; sia quando dipinge in puro stile astratto; sia quando elabora una pittura che definisce «sterile e severa», fatta di poligoni e sfaccettature. 2 anni fa, nella collettiva Fantasilandia allestita da Antonio Colombo Arte Contemporanea, l’artista di Santa Monica dimostrò di avere più assi nella manica (ecletticamente parlando) dei pur bravi Gary Baseman, Anthony Ausgang, Gary Taxali e compagnia Pop/Surrealista. Tant’è che la galleria milanese gli ha organizzato Excavation (sua prima personale in Italia) rendendo chiari e limpidi i mutamenti (anche stilistici) di questo autentico talento del pennello.

A proposito della mostra, Biskup scrive che “apparentemente sembra concentrarsi su temi della vita, della morte e della spiritualità. Ma non è come sembra. Questi lavori sono frutto di una lunga meditazione. Cercare di trovare una via mezzo fra le mie ricercate scelte estetiche e l’imprevedibilità dei gesti più spontanei, ha richiesto un altissimo livello di concentrazione e attenzione, che prima di questa serie di quadri non pensavo di avere. Ho avuto una specie di rivelazione, di fronte alle opere di Willem de Kooning al MoMA di New York: c’è un senso di pura traslazione della sua umanità, fra le sue tele e le sue linee. Potevo sentire la sua sofferenza, la sua felicità, il suo desiderio per l’immagine che gli fluttuava in testa. Mi è servito per ricordarmi chi sono, cosa amo dell’arte e come la costante pressione del nostro istinto creativo debba essere rispettata e ascoltata. È con questo spirito che ho cominciato a produrre le nuove opere”. Genialità che partono da un’astrazione giocata su tenui tinte, presupposto di una nuova figurazione spigolosa e geometrica fatta di teschi umani (“Siamo noi stessi, strappati alla vita. È un chiaro ricordo della nostra mortalità”) e inevitabile approdo ai ritratti di donne che omaggiano De Kooning e al tempo stesso si ispirano (consciamente? inconsciamente?) all’Art Nouveau di Gustav Klimt. Spiritualmente meditativa, puntigliosamente matematica, l’arte di Tim Biskup è l’arte di «un nuovo espressionista astratto», come lui stesso ama definirsi. Esagerazione? No. Pura e semplice verità.

Tim Biskup
Excavation
Fino al 17 novembre, Antonio Colombo Arte Contemporanea, via Solferino 44, Milano
tel. 0229060171


www.colomboarte.com

www.timbiskup.com

Foto: The Litanies Of Payton, 2012
Memory Carbon, 2012
Doom Loop #18, 2012

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